Niente vertice tra i tre leader. Berlusconi avverte i populisti

Il rammarico del Cavaliere: "Coi toni sovranisti non si vince". Brunetta: "Salvini non è la guida dell'asse"

Niente vertice tra i tre leader. Berlusconi avverte i populisti

È saltato all'ultimo momento il vertice telefonico tra i leader del centrodestra per fare il punto sul risultato del turno elettorale appena concluso. La coalizione conquista una regione (le Marche) ma resta severa l'autocritica sui risultati in alcune aeree (soprattutto Campania e Puglia).

Berlusconi ieri non ha rilasciato dichiarazioni. Da giorni si lamenta con i suoi del fatto che il suo isolamento (causa Covid) abbia rappresentato un ostacolo di non poco conto. Avrebbe davvero voluto metterci la faccia su questa campagna elettorale, assicura chi lo ha sentito in questi giorni. Ora è comunque più determinato che mai nell'azzerare la strategia della comunicazione e della propaganda politica di Forza Italia. A suo modo di vedere, infatti, la campagna elettorale è stata condizionata dai toni populisti e sovranisti degli alleati. E l'elettore moderato avrebbe in questo modo disertato le urne od optato per altre alternative. Mi aspettavo molto di più, avrebbe detto a mezza bocca, convinto che la sua creatura politica vada rilanciata, soprattutto sul territorio.

In buona sostanza il monito del leader azzurro è che Forza Italia deve tornare a comunicare in maniera forte e incisiva per far capire ai tanti indecisi e delusi dalla politica, che si tratta dell'unica forza moderata, europeista, liberale e garantista, della coalizione.

Una coalizione che deve comunque ritrovare un equilibrio al suo interno e la cui leadership è tutt'altro che fuori discussione. Come sottolineano da un lato il governatore riconfermato della Liguria Giovanni Toti e l'economista di Forza Italia Renato Brunetta. A proposito di Salvini, il deputato azzurro denuncia nel corso di un'intervista all'Huffington Post: «Ha preso decisioni unilaterali, parlando solo per la Lega. Non ha mai seguito lo stile di Silvio Berlusconi e, ha ragione Toti, non si è mai fatto carico di fare la sintesi di un centrodestra plurale. Lo dico senza polemica, anche perché lo ripeto da oltre due anni: Salvini non è il leader del centrodestra. Non lo è mai stato. L'unica regola che il centrodestra si era dato alle scorse elezioni politiche era che il leader del partito che prendeva più voti, se la coalizione vinceva, diventava automaticamente candidato premier».

Il leader del Carroccio, secondo Brunetta, «ha sempre parlato per la Lega: abbiamo un consigliere in più, una città in più. E se perde, è colpa degli altri». Come ha sempre sostenuto Berlusconi - aggiunge il deputato azzurro -, il centrodestra per vincere deve essere plurale e con pari dignità, senza leader leonini. Se il centrodestra è solo sovranista rimarrà perdente». Nel corso dell'intervista Brunetta parla anche della necessità di una «fase costituente» per il partito fondato da Silvio Berlusconi.

Ieri intanto il leader azzurro è ricomparso in videoconferenza. Si trattava della riunione dei leader che si riuniscono nel Partito popolare europeo. Riunione convocata dal suo presidente Donald Tusk per preparare il partito Consiglio europeo convocato per oggi e domani a Bruxelles dal presidente Charles Michel. Tra i temi sul tavolo dei leader europei il mercato unico, la politica industriale e l'innovazione digitale. Particolare riguardo avranno i temi di politica estera con i dossier dedicati a Cina e Turchia. Nel corso della riunione a distanza Tusk ha avuto modo di complimentarsi con Berlusconi per la ritrovata salute. Era tra l'altro la prima volta che il presidente di Forza Italia compariva in video dopo il ricovero al San Raffaele.

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