"No a strumentalizzazioni". Il M5S sgonfia l'emergenza sbarchi

I grillini provano a gettare acqua sul fuoco sull'immigrazione ma rischiano di attaccare un nuovo fronte interno alla maggioranza

"No a strumentalizzazioni". Il M5S sgonfia l'emergenza sbarchi

I grillini sembravano quasi essersi tirati fuori dalle beghe riguardanti l'immigrazione. La scena in questi ultimi giorni è stata quasi interamente presa dal Pd, il cui segretario Enrico Letta ha sposato la linea delle Ong, e da una Lega che adesso mostra insofferenza per l'impennata di sbarchi.

E invece ecco che nelle scorse ore il M5S è tornato a farsi vivo. E ora sta provando a ridimensionare la portata dell'attuale emergenza migratoria. Lo si nota ad esempio in una nota dei senatori grillini delle commissioni Esteri e Politiche Europee: “La nuova ondata di sbarchi di migranti non va strumentalizzata a scopo di propaganda politica come fanno Salvini e Meloni – si legge – È un fenomeno che, alimentato dalla crescente instabilità del Sahel e dalle buone condizioni del mare, è destinato a proseguire e per questo va gestito con obiettività e pragmatismo”.

In poche parole, l'emergenza sbarchi esisterebbe soltanto in quanto oggetto di strumentalizzazione politica da parte di Lega e Fratelli d'Italia. Gli allarmi degli ultimi giorni, le immagini dei continui approdi provenienti da Lampedusa, secondo i grillini non sarebbero poi così gravi tanto da giustificare prese di posizione da parte sia dell'opposizione che di uno dei partiti della maggioranza.

La ricetta per il M5S andrebbe ricercata nel dialogo con l'estero: “Innanzitutto riattivando – ha proseguito la nota dei senatori – gli accordi bilaterali di rimpatrio dei migranti economici, a partire da quello siglato con la Tunisia lo scorso anno e bloccato dal Covid”.

C'è poi un passaggio sulle istituzioni comunitarie: “Occorre pretendere che l'Europa faccia la sua parte sulla redistribuzione dei richiedenti asilo – si legge ancora – con un meccanismo di ricollocamento automatico e obbligatorio basato sul definitivo superamento del Trattato di Dublino e del suo inaccettabile principio della responsabilità del Paese di primo approdo, perché chi sbarca a Lampedusa sbarca nell'Unione europea”.

Due punti per la verità che al momento appaiono il vero problema della questione: l'instabilità in Libia sta complicando il dialogo con l'altra sponda del Mediterraneo mentre, sull'altro versante, l'Europa semplicemente non ha dato segnali favorevoli all'Italia. Al contrario, il nostro Paese sembra essere stato lasciato nuovamente da solo.

Il tentativo del M5S è quello di provare a gettare acqua sul fuoco, ma il vero rischio è di innescare nuove polemiche soprattutto con la Lega. Anche perché l'emergenza è reale, a Lampedusa la situazione è molto grave e la maggioranza fa fatica a trovare la quadra. Le dichiarazioni dei grillini potrebbero aprire, proprio all'interno della coalizione, un nuovo importante fronte.