"Non abbiamo più nulla da dirci": scatta la rissa dopo il flop Zan

A sinistra è caccia ai traditori, ai senatori che hanno votato a favore della proposta di Lega e FdI per la tagliola sul ddl Zan: volano accuse reciproche

"Non abbiamo più nulla da dirci". Scatta la rissa dopo il flop Zan

A causa dell'atteggiamento di Enrico Letta e di altri esponenti del Partito democratico, il passaggio della tagliola sul ddl Zan è diventato una vera e propria sconfitta politica per i dem. La linea del "tutto o nulla" non ha premiato il segretario Pd, anzi, che ora deve fare i conti con il malcontento generale all'interno del suo partito e con una leadership ancor più compromessa. Che all'interno del Partito democratico ci siano stati dei franchi tiratori lo dicono i numeri: 154 voti a favore della tagliola, 131 contro.

Un'evidenza che Enrico Letta non vuole vedere per non ammettere di avere parte di colpa agli occhi degli elettori: "Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l'Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un'altra parte. E presto si vedrà". Il segretario del Pd scarica qualunque responsabilità addosso ad altri, ad ipotetici "loro", che con ogni probabilità sono anche gli stessi che siedono negli scranni del Pd.

Ma se dalle parti del Nazareno cercano di addossare le colpe su Italia viva, Matteo Renzi alza le barricate e respinge le insinuazioni: "Per mesi ho chiesto di trovare un accordo per evitare di far fallire il ddl Zan. Hanno voluto lo scontro e queste sono le conseguenze. Chi polemizza sulle assenze dovrebbe fare i conti con i 40 franchi tiratori. La responsabilità di oggi è chiara: e dire che per Pd e Cinque Stelle stavolta era facile, più facile dei tempi di 'O Conte o mortè. Non importava conoscere la politica, bastava conoscere l'aritmetica"

Anche i senatori di Matteo Renzi si smarcano dalle accuse: "Sulla ’tagliola' al Senato, Iv ha votato contro. Come ogni volta che c’è stato un voto alla Camera o al Senato, Italia Viva ha votato a favore del ddl Zan. I franchi tiratori vanno cercati tra le file di Pd e M5s". Così ha scritto Luciano Nobili su Twitter dopo la votazione, quando è iniziata la caccia alle streghe per scovare i traditori che hanno appoggiato la proposta di Lega e Fratelli d'Italia.

Nobili, quindi, ha accusato senza mezzi termini la coalizione giallorossa: "Nonostante i nostri ripetuti appelli a cui hanno risposto con aggressioni e insulti, PD e M5S hanno scelto il muro contro muro, sulle spalle delle vittime di omofobia, rifiutando ogni accordo che poteva garantire una buona legge, senza avere - o, peggio, facendo mancare - i voti. Una Caporetto dei diritti, un manifesto di ipocrisia e incapacità politica, ad opera di irresponsabili capaci solo di cercare qualcuno a cui addossare il proprio fallimento. Un fallimento che è clamoroso e di cui, purtroppo, pagheranno il prezzo in tanti".

Tuttavia, dal Pd non demordono e pur di non ammettere la sconfitta continuano a cercare altrove chi possa aver votato contro il ddl Zan tra i partiti alleati. La conferma arriva dalle parole di Francesco Boccia, deputato e responsabile Regioni e Enti locali della segreteria nazionale Pd, una volta uscito dal Nazareno dove alcuni parlamentari si sono recati per fare il punto della situazione dopo il voto.

"L'Italia, il Paese reale, i giovani soprattutto, sono anni luce davanti a loro. E, per nostra fortuna, le nuove generazioni sono molto meglio di chi, anche in Parlamento, vuole tenere il Paese nel medioevo e continua a giocare sulla pelle di coloro che sono vittime indifese di odio e discriminazioni, perché di un diverso orientamento sessuale o perché disabili. Alla fine ce la faremo a costruire un mondo migliore, nonostante loro", ha detto Francesco Boccia.

Il deputato quindi ha concluso: "Alessandro Zan andrà avanti e con lui tutta la comunità dem. Nonostante questa pessima destra che oggi si accompagna anche ai peggiori trasformisti della storia recente della Repubblica. Per quanto mi riguarda, Italia viva, con questa ennesima spregiudicatezza sui valori, conferma che è diventata come la Lega. Inutile aggiungere altro, non abbiamo più nulla da dirci".

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