"Non è un discorso chiuso...". Ecco perché può saltare tutto

Guerra aperta tra il Pd e i 5 Stelle sul Mes. L'avvertimento di Zingaretti fa tremare la maggioranza. E Conte ora rischia...

Lo scontro ormai è dietro l'angolo. Abbiamo a che fare con un governo che finge la pace. Ma in realtà pensa alla guerra. Non si possono interpretare in modo diverso le scintille tra Pd e 5 Stelle sul Mes. E ad aprire il fuoco che potrebbe letteralmente far saltare per aria la maggioranza è il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Intervenendo a Porta a Porta, Zingaretti ha usato parole dure per spiegare la sua posizione e mandare un avvertimento al Movimento Cinque Stelle: "Dire No al Mes è dire No a una cosa che c’era in passato, ma qui parliamo di una linea di credito e di finanziamento che se viene accesa fa guadagnare l’Italia che potrà investire in sanità, un pilastro dello sviluppo. Noi su questo non arretreremo e nessuno può permettersi di dire ’il capitolo è chiusò. Non è chiuso nulla". Segnatevi bene queste parole perché potrebbero essere il preludio alla resa dei conti.

E di fatto nel corso di questa giornata i Cinque Stelle hanno cercato a più riprese di chiudere la partita Mes rifiutando le richieste del Pd. Il primo a farlo, parlando di "ultima spiaggia" è stato l sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro che ai microfoni di Start, su Sky Tg24, ha affermato: "Siamo favorevoli a fare investimenti, anche a debito, se hanno una valenza sociale, ma il Mes ti lega ad alcune condizioni, anche future, che potrebbero essere negative per il nostro Paese. Per questo siamo contrari, non vogliamo che la nostra sovranità venga limitata. Anche il Recovery Fund prevede miliardi a disposizione come prestiti, non solo come finanziamento a fondo perduto, quindi come Governo valutiamo prima questi soldi e poi, eventualmente, il Mes. Come M5s rimarremo contrari e poi ci confronteremo, ma è inutile andare a limitarci la sovranità se abbiamo altro a disposizione cui attingere per fare gli investimenti. Il Mes è sicuramente l’ultima spiaggia, da evitare".

Poi sono arrivate le parole del capo politico dei 5 Stelle, Vito Crimi: "Ancora il dibattito sul Mes, la domanda quotidiana che viene sempre fatta. Noi abbiamo 209 miliardi di euro stanziati, di cui buona parte a fondo perduto, del Recovery Plan e si parla di altro. No. Parliamo di questo, di come spendere questi soldi, immediatamente, nel miglior modo possibile, perchè diano risposte immediate ai cittadini e alle imprese". Insomma dai 5 Stelle permane la chiusura sul fronte Mes, ma va ricordato che i grillini (nell'ennesimo patto scellerato di questa maggioranza) hanno incassato il "Sì" al referendum da parte dei dem. E i dem in cambio si aspettavano (e si aspettano) un "sì" al Mes da parte dei Cinque Stelle. Su questo pericoloso scambio di favori si gioca il destino e il futuro dei giallorossi. Dopo le Regionali e dopo il referendum scatterà, inevitabilmente, lo scontro finale. Uno scontro che potrebbe avere esiti imprevedibili. E lasciare sul terreno di guerra una vittima "eccellente": la poltrona di Conte.

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 16/09/2020 - 11:13

Da una parte i 5 Stelle, che hanno vinto le ultime elezioni nazionali con la promessa del “Reddito di Cittadinanza”. Dall’altra gruppi di ex comunisti, di incerta collocazione politica, anche perché loro sono tutti benestanti. Al centro c’è Conte, l’Avvocato, per ora superpotente, ma prossimo ad essere cestinato. Tutto ciò mentre i”comunisti” si rendono conto di aver sbagliato tutto. Amen