La mancata candidatura di Ceccanti agita il Pd. Ma lui: "Non è il momento di fare commenti"

Acque agitate nel Partito democratico prima della formazione delle liste, in attesa della direzione del Pd presieduta da Enrico Letta

La mancata candidatura di Ceccanti agita il Pd. Ma lui: "Non è il momento di fare commenti"

Tra pochi giorni verranno chiuse le liste di presentazione dei partiti e nel Pd si mormora per la possibile assenza dei nomi celebri, tra i quali anche Stefano Ceccanti. I rumors si sono intensificati a ridosso della direzione Pd dedicata al dossier liste e indetta per oggi da Enrico Letta. Stefano Ceccanti per ora accenna alla questione con un inciso che accompagna la sua rassegna stampa ragionata su Twitter, ma non approfondisce la questione e per il momento non solleva la polemica ma, comunque, ci mette un punto per sollevare il tema.

"Troverete in vari articoli della rassegna articoli su di me. Non è questo il momento da parte di mia di fare commenti", ha osservato il deputato e capogruppo dem in commissione Affari costituzionali. Dalle sue parole emerge una punta di polemica nei confronti della segreteria e poi aggiunge: "Alla conclusione della formazione delle liste avrete mie spiegazioni trasparenti e complete, come è giusto che sia e come sono solito fare". Il costituzionalista è da sempre uno dei preferiti dall'ala cattolica e la sua presunta esclusione dalle liste agita le acque nelle correnti del Partito democratico più legate agli ambienti cristiani. Tra le numerose reazioni contrarie online c'è anche quella di padre Francesco Occhetta, gesuita e politologo, scrittore di Civiltà Cattolica e docente alla Gregoriana. "Stupisce anche me che le competenze di Stefano Ceccanti non siano riconosciute e valorizzate dal Pd. Si mette a rischio così anche il voto del cattolicesimo democratico e riformista", afferma padre Occhetta su Twitter.

Ma quello di Stefano Ceccanti non è l'unico caso nel Partito democratico. Il caos più grande si sta verificando in Puglia, dove molti sono in agitazione: "Capisco la rabbia di tanti amici e compagni per le notizie che giungono da Roma sulle liste pugliesi del Pd, ma sarebbe un errore se decidessero di lasciare il partito".

Così ha commentato il deputato democratico Michele Bordo, che poi ha puntato il dito contro il senatore Stefano: "Non ho condiviso la scelta fatta ieri dall'amico senatore Dario Stefano e sono impegnato in prima persona per evitare che altri facciano la stessa cosa, devo però dire con molta franchezza che sarebbe grave se le liste dei candidati della Puglia non fossero rispettose della pluralità del partito, come invece avverrà in tutte le altre regioni".

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