Non tramonta il sogno di Reithera. "Cerchiamo finanziamenti alternativi"

Dopo lo stop della Corte dei Conti, il governo non si arrende: "Sosterremo in altri modi la ricerca e lo faremo in tempi brevi"

Non tramonta il sogno di Reithera. "Cerchiamo finanziamenti alternativi"

Tutti per Reithera. Il vaccino italiano, stoppato all'inizio della fase tre della sperimentazione, non ci sta a restare fermo al palo. Scientificamente non c'è nulla che non va, anzi, i risultati dello studio sembrano buoni.

Sui finanziamenti, bloccati dalla Corte dei Contri per problemi nelle procedure, si troverà una soluzione. Anche se non sarà possibile accedere agli 81 milioni di finanziamenti previsti dal Governo, si cercherà un'altra via per sostenere i costi della ricerca e della produzione.

È lo stesso governo il primo a voler sciogliere i nodi ereditati dall'impostazione Arcuri e a voler trovare il modo di finanziare i ricercatori. «Il governo continuerà a sostenere, promuovere la ricerca di vaccini e farmaci di contrasto al virus - assicura il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti - Lo farà in forma diverse rispetto a quelle adottate in passato che sono state, con motivazioni che al momento ancora non conosciamo, sanzionate alla Corte dei conti. Quindi se quel modo non va bene, a brevissimo ne scoprirete altri, ma continueremo a promuovere la ricerca farmaceutica italiana contro il virus».

Nemmeno l'azienda che sta per partorire il vaccino made in Italy è intenzionata a mollare. «Per lo svolgimento della fase tre di sperimentazione del vaccino anti-Covid - annuncia il team biotech di Castel Romano in una nota firmata dal direttore medico Roberto Camerini e diffusa fra i centri che finora hanno preso parte alla sperimentazione - in mancanza di intervento da parte del Governo, ReiThera cercherà fonti di finanziamento alternative». «Vi prego - continua la mail - di voler diffondere quanto sopra espresso anche ai volontari al fine di tranquillizzarli». «Voglio infine ringraziare gli investigatori e i volontari che autonomamente in questi giorni stanno testimoniando la loro esperienza positiva sui media, contribuendo a fare un po' più di chiarezza sulla realtà del progetto» conclude il direttore medico dell'azienda.

«È chiaro che una soluzione dovrà essere trovata e quindi immagino ci si stia pensando, ma è tutto in fieri - commenta il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri - Il vaccino fatto in casa è un'opportunità per il Paese».

L'iter scientifico intanto non si ferma. A confermarlo è lo stesso commissario straordinario all'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo: «In questo momento la società sta aspettando la scientific advice dell'Ema che è la conditio sine qua non per andare in terza fase.

È chiaro che è importantissimo avere autonomia di produrre vaccini ma ai fini della campagna vaccinale in questo momento, considerando che abbiamo quattro vaccini disponibili e che a fine giugno avremo anche il Curevac, che un vaccino sempre mRna, tutto questo ci mette abbastanza al sicuro per le somministrazioni. Mentre il vaccino ReiThera è un qualcosa più di medio e lungo termine che in questo momento è molto attenzionato dal ministero dello Sviluppo economico». Come a dire che poco male se ci sarà qualche ritardo, va bene anche se il vaccino sarà pronto più avanti.

«ReiThera non è un'impresa limitata a questo coronavirus - spiega Paolo Maggi, l'infettivologo che coordina la sperimentazione - È un'occasione per rilanciare la ricerca italiana. Altri paesi, come la Germania, l'hanno capito fin dai primi mesi della pandemia. Noi no. Eppure il nostro Paese negli anni '60 era un'eccellenza mondiale. Poi le multinazionali hanno comprato le nostre imprese, solo per chiudere i laboratori quando li hanno ritenuti superflui. Una grande tradizione è stata smantellata in pochi anni». Si spera quindi che Reithera detti il riscatto.

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