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Nordio sconcertato: "Test psicologici anche a fine carriera"

Il ministro condanna le parole di Gratteri e ricorda il caso Tortora. E il magistrato lo attacca in tv da Formigli

Nordio sconcertato: "Test psicologici anche a fine carriera"
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Un confronto civile e in punta di diritto quello che è avvenuto tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente del Comitato "Società civile per il No al referendum" Giovanni Bachelet, che ha visto come arbitro d'onore Bruno Vespa durante la sua trasmissione "Cinque minuti". Spicca la presa di distanza dalle esternazioni del Procuratore Nicola Gratteri anche da parte di Bachelet. Un commento che ritiene offensivo e pronto a indirizzare voti maggiori in direzione del "Sì" al referendum costituzionale.

Il Guardasigilli ha rincarato la dose: "Sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancora di più da quello che è stato detto dopo. Mi domando se l'esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera". Questo anche in virtù dell'assenza di una retromarcia da parte di Gratteri, che non è certo nuovo a scivoloni sul fronte della riforma. Lo stesso Gratteri che, però, in trasmissione da Corrado Formigli, ha pensato bene di non rispondere nel merito al Guardasigilli, ma di sbeffeggiarlo elendo solo una serie di "ma che gli devo dire?". Ma il ministro da Vespa ha ricordato la necessità di un sistema in grado di arginare quel sistema correntizio emerso soprattutto dopo lo scandalo Palamara. Così come il bisogno di arginare i casi di mala giustizia. La risposta che viene data è che questa riforma non inciderà sul funzionamento della macchina giudiziaria, dimenticando però di spiegare che senza risolvere i problemi che l'ingranaggio ha al suo interno qualunque altro cambiamento sarebbe impossibile. E tra questi c'è proprio quella saldatura quasi inscalfibile tra membri togati che talvolta interferisce persino con l'agenda politica. "Serve a eliminare quella giustizia domestica che c'è dentro alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, per cui se un magistrato sbaglia non paga mai, ma semmai viene promosso: pensiamo al caso Tortora, c'è stato uno dei più clamorosi errori giudiziari, quei magistrati sono stati promossi, uno addirittura è andato al Consiglio superiore della magistratura. Perché? Perché erano protetti all'interno del Csm proprio da questo sistema di correnti", ha spiegato il ministro. Che ha anche ricordato come la magistratura sia l'unica categoria di persone che "commette errori e non paga".

Anzi, spesso vengono anche premiati, oltre a non subire provvedimenti per sentenze che, come nel caso di Beniamino Zuncheddu, condannano civili innocenti a cui nessuno chiederà scusa o ridarà gli anni passati ingiustamente dietro le sbarre. Dopo giorni di notizie montate ad arte e di "porcherie" (così le ha chiamate Nordio a Porta a Porta) a riunirsi il 17 febbraio sarà il Comitato "Sì riforma" che affronterà le ultime sfaccettature in vista del voto.

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