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Nuove sanzioni di Bruxelles contro Hamas e coloni violenti. Rimandato il caso Ben Gvir

Nel mirino tre individui e 4 organizzazioni israeliane. Colpiti anche dieci islamisti

Nuove sanzioni di Bruxelles contro Hamas e coloni violenti. Rimandato il caso Ben Gvir
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Le violenze di Hamas e di alcuni estremisti israeliani non si fermano. Per questo il Consiglio dell'Unione europea ha adottato nuove sanzioni contro tre coloni israeliani estremisti e quattro organizzazioni che li supportano, dando seguito a una decisione raggiunta al Consiglio affari esteri di inizio maggio. In un comunicato ufficiale, dopo il vertice di Limassol, a Cipro, l'organismo europeo descrive i nuovi nomi inseriti nella lista per violazioni di diritti umani come "responsabili di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani contro i palestinesi in Cisgiordania, inclusa la violazione del diritto di tutti a godere del più alto standard di integrità fisica e mentale, del diritto alla proprietà, del diritto alla vita privata e familiare, alla libertà di religione o di credo e del diritto all'istruzione". Con queste nuove designazioni, il totale di sanzionati sotto questo regime sale a 136 persone fisiche e giuridiche e 41 entità.

La decisione dà attuazione all'accordo politico raggiunto in seno al Consiglio Affari Esteri l'11 maggio 2026. Tra i soggetti sanzionati figurano il Movimento degli insediamenti di Nachala e la sua direttrice Daniella Weiss; l'Ong israeliana Regavim e il suo direttore Meir Deutsch; l'Ong Hashomer Yosh e al suo presidente Avichai Suissa e l'associazione cooperativa Amana del movimento di coloni Gush Emunim. Ai soggetti elencati si applica il congelamento dei beni, compreso il divieto di fornire loro fondi o risorse economiche, direttamente o indirettamente. Inoltre, alle persone fisiche elencate si applica il divieto di viaggio.

In parallelo, il Consiglio ha anche ampliato il campo di applicazione delle sanzioni nei confronti di Hamas e della Jihad islamica palestinese, al fine di colpire anche i membri dell'Ufficio politico, il Politburo di Hamas, che "promuovono, difendono e giustificano azioni violente", svolgendo un "ruolo significativo nel processo decisionale" ed esercitando "una notevole influenza sulle azioni dell'ala militare di Hamas, comprese le sue azioni violente". La decisione comporta l'inserimento di dieci individui, tutti membri del Politburo di Hamas, nella lista dei sanzionati, portando il totale a 21 persone fisiche e tre entità.

Rinviate invece al prossimo Consiglio europeo eventuali sanzioni contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, protagonista di posizioni e atteggiamenti estremi, da ultimo contro membri italiani della Global Sumud Flotilla che tentavano di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. "Entreremo in discussioni approfondite nel Consiglio Affari Esteri di giugno, che si terrà molto presto, ne discuteremo", ha garantito l'Alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, secondo cui "naturalmente c'è molta pressione anche da parte degli Stati membri, che finora si sono opposti a sanzionare dei ministri".

Da parte sua, il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che l'Italia conferma la richiesta di sanzioni europee contro il ministro Ben Gvir, precisando che la proposta italiana è stata inserita in agenda dalla Kallas.

"Vedremo di convincere tutti i Paesi a sanzionare questo ministro", ha aggiunto il titolare della Farnesina, facendo riferimento alle azioni compiute dal leader dell'ultradestra israeliana nei confronti di cittadini europei. Tajani ha quindiribadito la linea italiana a favore di una risposta europea coordinata, sottolineando la necessità di arrivare a una posizione condivisa tra Stati membri.

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