Nuovi soldi dal Venezuela ai grillini

La rivelazione di Carvajal ai pm milanesi che indagano sui fondi a Casaleggio

Nuovi soldi dal Venezuela ai grillini

Come anticipato ieri dal Giornale, la procura di Milano sta indagando sulle dazioni di denaro della dittatura del Venezuela al Movimento 5 Stelle. L'inchiesta è aperta da oltre un anno, il giornalista Marcos García Rey che aveva pubblicato nel giugno 2020 sul quotidiano spagnolo ABC lo scoop della oramai famosa valigetta da 3,5 milioni di euro, aveva consegnato alla procura milanese un dettagliato memorandum già agli inizi di novembre dell'anno scorso. Adesso, però, la vicenda ha subito un'accelerazione. Nodo di svolta il viaggio dei due pm milanesi, Maurizio Romanelli e Cristiana Roveda, a Madrid, dove hanno interrogato per oltre un'ora martedì scorso Hugo Carvajal, alias «il Pollo». Dalla terra iberica, dove l'ex capo dell'intelligence chavista è da settembre agli arresti in attesa di essere estradato negli Stati Uniti, «il Pollo» ha confermato due cose importanti. La prima è che la valigetta dei 3,5 milioni di euro che sarebbe stata data a Gianroberto Casaleggio dal console del Venezuela a Milano, Gian Carlo Di Martino, nel 2010, non sarebbe la sola ad essere finita nelle mani dei grillini. La seconda è che il flusso tra Caracas e il Movimento 5 Stelle sarebbe continuato almeno sino al 2017. Questo ha detto Carvajal a Romanelli e Roveda, come da noi scritto ieri ed anticipato in terra iberica dall'autorevole sito El Confidencial. Elemento però se vogliamo ancora più importante ai fini dell'accertamento della verità è la duplice richiesta avanzata da Carvajal alle nostre autorità inquirenti. La prima è la domanda di asilo politico all'Italia che l'ex generale chavista ha fatto, dopo che Madrid gli aveva respinto poche settimane fa una richiesta analoga. La seconda è la richiesta di protezione che «il Pollo» ha preteso dall'Italia in cambio dei documenti probatori legati al processo in corso. In estrema sintesi un «do ut des» di latina memoria, quello offerto da Carvajal alle nostre autorità: «Io vi faccio avanzare nell'indagine ma voi farete di tutto per evitare la mia estradizione negli Stati Uniti». Se infatti l'Italia vuole vederci chiaro sulle valige diplomatiche, l'obiettivo primario di Carvajal, che soffre pure di claustrofobia, è di uscire al più presto dal carcere, evitando l'estradizione negli Usa, dov'è ricercato per narcotraffico.

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