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Nuovo consulto sul bimbo. Il pm "sblocca" le cartelle

Finora l'ospedale non aveva fornito i dati clinici. Dubbi sulle comunicazioni. Il Monaldi: "Ancora operabile"

Nuovo consulto sul bimbo. Il pm "sblocca" le cartelle
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Fino a ieri il piccolo Domenico risultava operabile. Oggi lo staff medico si riunirà nuovamente per valutare il quadro clinico e domani si pronuncerà l'heart team per considerare ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto.

Si procede di giorno in giorno, non ci si può sbilanciare oltre. Ci vorrebbe un miracolo: un cuore compatibile in arrivo nelle prossime ore. Altrimenti le condizioni del bambino rischiano di precipitare: già il suo corpicino deve convivere con un cuore trapiantato ma deteriorato, un'emorragia e - stando al consulto dato dal Bambino Gesù di Roma - un rene talmente messo alla prova da richiedere un trapianto. E poi ci sono fegato e polmoni in difficoltà. "Per ora il bambino resta nella lista" conferma l'ospedale Monaldi di Napoli. E già questa notizia è aria per mamma Patrizia, le permette di tirare fino a domani. "Io non mollo, lui resiste, pur in condizioni gravissime: è il mio guerriero". In ogni caso, anche se domani lo staff multidisciplinare dovesse dire che non è più possibile intervenire, la famiglia di Domenico ha il suo piano B. "Ho chiesto un terzo parere perché volevo altri pareri" dice la mamma, che da giorni non si muove dalla stanza in cui il suo bambino è attaccato ai macchinari salvavita. "Un bambino di quell'età - ha spiegato il legale Francesco Petruzzi - ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell'organo, mi è stato piegato dai medici: quindi proprio per questo abbiamo chiesto un terzo parere a degli organi internazionali. Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell'equipe interdisciplinare per poter chiedere noi dei pareri terzi". Le cartelle cliniche sono state "sbloccate" (solo ieri) dopo l'intervento del pm e serviranno non solo per i pareri clinici (che sono l'aspetto più urgente) ma anche per le indagini su quanto accaduto: dal cuore mal conservato e arrivato in un box di plastica con il ghiaccio secco, al bambino preparato in sala operatoria al trapianto con un po' troppa fretta. Rigettata la richiesta di incidente probatorio, al momento impraticabile. "In procura ci hanno detto che è prematuro" sostiene il legale penalista della famiglia, Angelo Riccio. L'ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nicola Gratteri la settimana scorsa ha iscritto nel registro degli indagati per lesioni colpose sei sanitari, tra medici e paramedici, e ricostruirà le varie tappe (dall'espianto del cuore a Bolzano all'impianto a Napoli) per definire errori e responsabilità. Tra gli elementi da analizzare ci sono anche le date: l'intervento fallito è stato fatto il 23 gennaio. La vicenda è stata resa nota solo l'11 febbraio.

Come mai è passato così tanto tempo? Cerchiamo di porre la domanda a Anna Iervolino, direttrice dell'azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Monaldi. Ma ci appende il telefono in faccia. "Vuol dire che l'équipe ha goduto di coperture importanti all'interno dell'ospedale.

- commenta Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania - Cosa si è tentato di fare in quei giorni? È vero o non è vero che importanti cardiochirurghi Campani sono andati dal direttore generale? Vogliamo la verità e vogliamo che i responsabili di questa infinita catena di errori siano cacciati". La verità, se mai emergerà per intero, sarà comunque "l'occasione persa" di Domenico.

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