Nuovo Italicum, Cuperlo: bozza di accordo nel Pd

L'accordo interno al Pd tra maggioranza e Gianni Cuperlo su di un nuovo Italicum prevede "la preferenza per un sistema di collegi inteso come il più adatto a ricostruire un rapporto di conoscenza e fiducia tra eletti ed elettori"

Nuovo Italicum, Cuperlo: bozza di accordo nel Pd

Salta il ballottaggio dalla legge elettorale dopo l'accordo raggiunto nel Pd con Gianni Cuperlo (minoranza dem). Il documento, a firma Guerini-Orfini-Zanda-Rosato-Cuperlo, prevede "la definizione di un premio di governabilità (di lista o di coalizione) che consenta ai cittadini, oltre alla scelta su chi li deve rappresentare, la chiara indicazione su chi avrà la responsabilità di garantire il governo del Paese attraverso il superamento del meccanismo di ballottaggio". Il nuovo Italicum prevede "la preferenza per un sistema di collegi inteso come il più adatto a ricostruire un rapporto di conoscenza e fiducia tra eletti ed elettori". Il testo verrà sottoposto all'assemblea e alla direzione del Pd e ai gruppi parlamentari. Tra i punti contenuti al suo interno, l'elezione dei senatori secondo il ddl Fornaro-Chiti. La preferenza sarà su un sistema di collegi.

"Abbiamo raggiunto un buon accordo sulle modifiche all’italicum - scrive su Twitter il presidente del Pd, Matteo Orfini -. Grazie a tutti quelli che non si sono rassegnati e hanno lavorato per l’unità".

"Ho sottoscritto il documento della commissione - dice Cuperlo - perché contiene un passo in avanti su alcuni punti che io stesso avevo indicato nella discussione di questi mesi. Parlo della elezione diretta dei senatori sulla base della proposta Fornaro-Chiti, del superamento del ballottaggio, di un premio ragionevole di governabilità e collegi per riavvicinare i cittadini ai loro rappresentanti. È chiaro - prosegue - che da ora in avanti la prova di coerenza e lealtà rispetto a questo impianto spetta a tutti, a partire da chi è alla guida del governo".

Cuperlo prosegue ricordando di non aver "vissuto il lavoro della commissione come un favore alle minoranze, ma come la possibilità di accorciare le distanze tra chi, avendo punti di vista diversi sulla riforma costituzionale, pensa al giorno dopo nell’idea che un terreno più condiviso almeno sulle regole della rappresentanza possa rafforzare le istituzioni e migliorare la qualità della nostra democrazia".

"Frattura ricomposta a sinistra? No"

"So per primo - prosegue Cuperlo - che l’intesa raggiunta non ricompone la frattura consumata nella sinistra, dentro e fuori il Pd. Vedo e ascolto i tanti, anche autorevoli, convinti che solo il No al referendum potrà cambiare la legge elettorale. Io ho lavorato per ridurre quella forbice e avrei voluto un esito diverso. Soprattutto sulla valutazione del modo migliore per ancorare il Pd alla sua vocazione. Su questo piano - osserva l'esponente della minoranza dem - la battaglia politica e culturale continua perchè, per quanto il passaggio di oggi sia rilevante, quella battaglia riguarda la ragione stessa e la strategia di una sinistra nuova e di un partito che in molte cose deve cambiare e in profondità. Ma anche per questo tenere aperto il dialogo e l’ascolto delle ragioni degli altri, prima di tutto all’interno della forza più grande del centrosinistra, è la condizione per guardare avanti".

Speranza: "Serve nuova legge, no a paginetta fumosa"

"Il documento non guarisce la ferita aperta - puntualizza Roberto Speranza, esponente della minoranza dem -. L'Italicum, approvato con la forzatura della fiducia, resta vigente". Per Speranza "serve una nuova legge, non una traccia di intenti generica e ambigua che non cambia le cose", e sottolinea: "Su un tema così importante che riguarda la nostra democrazia, il Pd che pure ha i numeri in Parlamento per essere determinante, non può pensare di cavarsela con una paginetta fumosa".

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