Nuovo spreco renziano Volantini per il «Sì» nelle case degli italiani

Ma dal Pd assicurano: tutto a nostre spese Matteo attacca «l'accozzaglia dei contrari»

Laura Cesaretti

Roma Lo schieramento del No? «Un'accozzaglia di tutti contro uno, senza una proposta alternativa». Nelle ultime, caldissime settimane di campagna elettorale in vista del voto del 4 dicembre, Matteo Renzi sceglie la foto di gruppo del No come arma finale.

Dal palco di Potenza, ennesima tappa di un tour capillare in giro per l'Italia, il premier tira fuori a sorpresa il fotomontaggio a colori che ritrae i principali leader anti-riforma, dal baffo di Massimo D'Alema ai boccoli di Beppe Grillo, da Silvio Berlusconi a Marco Travaglio, da Matteo Salvini a Stefano Fassina a Ciriaco De Mita («L'unico uomo che ha fatto parte di tre commissioni parlamentari per il superamento del bicameralismo, e che dopo 40 anni dice che è troppo presto per realizzarlo», ironizza Renzi). E rivela che l'immagine sarà sulla prima pagina del volantino che verrà spedito a casa «a tutti gli italiani», per spiegare la riforma costituzionale e invitare a votare Sì. «E tutti quelli che dicono che stiamo spendendo soldi pubblici per farlo - avverte - li quereliamo. Ovviamente i risarcimenti li daremo in beneficenza».

In realtà, l'operazione volantino non è ancora definita: non è stato ancora deciso di quante pagine sarà composto l'opuscolo (probabilmente quattro) né a quale platea sarà inviato. Più larga sarà, più l'operazione costerà, ovviamente. Renzi vorrebbe una spedizione «più ampia possibile», ma prima bisogna fare i conti dell'investimento, che sarà sostenuto in gran parte dal Pd e anche dal Comitato per il Sì. «Entro lunedì si deciderà, e poi renderemo pubbliche tutte le cifre», assicurano dal Pd.

In ogni caso, il premier è convinto che quella foto di gruppo eterogenea sia uno degli argomenti più forti contro il No: «Il referendum sta mettendo insieme un gioco delle coppie fantastico: siamo meglio della De Filippi. Pensate: D'Alema e Grillo, Berlusconi e Travaglio, Monti e Salvini. Ma cosa hanno, questi, in comune?». E infierisce: «I vecchi leader politici fanno bene a giocarsi la partita del referendum contro di me. Perché se vince il Sì per loro non c'è più spazio». Se invece la riforma venisse buttata a mare col No, il timone tornerà a loro, sottolinea: «Io non resto a galleggiare, se vince il No vengano pure loro a guidare il paese».

Si offendono moltissimo gli esponenti della minoranza Pd schierati per il No, Roberto Speranza in testa, che accusano Renzi di «arroganza» perché «non rispetta le nostre opinioni» e li infila nel mazzo degli altri suoi oppositori. Gli fa eco Renato Brunetta, che dà del «fascista» a Renzi e lamenta che il premier «irrida il fronte del No». Intanto il comitato per il No ha inviato all'Agcom un esposto per denunciare «la vistosa violazione delle leggi» sulla par condicio durante le campagne elettorali e chiedere all'Autorità di «voler intervenire prontamente ed incisivamente» per impedire la «vistosa sovraesposizione, sia sul piano qualitativo che sul piano quantitativo» del presidente del Consiglio nell'informazione televisiva.

La replica arriva da Michele Anzaldi, membro Pd della Commissione di Vigilanza sulla Rai: «Non si capisce a cosa si riferiscano, visto che i dati pubblicati dall'Agcom e visibili a tutti sul sito dell'Authority mostrano nei tempi di antenna dell'ultimo periodo monitorato (31 ottobre - 13 novembre) un equilibrio sostanziale nei Tg Rai, basta leggere i grafici. Squilibri a doppia cifra, dal 10% in su, sono invece visibili su altri telegiornali, ma a favore del No». I Cinque Stelle chiedono invece nientemeno che l'intervento degli osservatori internazionali dell'Osce per vigilare sul voto degli italiani all'estero e vuole che il Viminale «si attivi con verifiche a campione sui votanti».

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