Ong all'assalto dell'Italia: in campo la pasionaria indagata

La Montes, nel mirino dei pm di Ragusa, guida la Geo Barents che ci porterà 410 migranti

Ong all'assalto dell'Italia. E ritorna in campo la pasionaria indagata

Nel fine settimana sono partiti dalla Libia e in parte dalla Tunisia quasi 4mila migranti. A Lampedusa sono arrivati, fra sabato e domenica, circa 1800 e la Guardia costiera libica, che fa il lavoro sporco per noi, ne ha riportati indietro attorno ai 1700. L'isola sta di nuovo esplodendo con 950 migranti nel centro di prima accoglienza che può ospitarne 200. Il responsabile locale della Lega, Attilio Lucia, punta il dito contro il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese: «Deve andare a casa per aver dimostrato tutta la sua incapacità nella gestione del fenomeno».

E arriveranno anche i 410 migranti a bordo della nave Geo Barents di Medici senza frontiere, che ha chiesto un porto sicuro a Malta e all'Italia. Ieri pomeriggio era piazzata ad est di Lampedusa sapendo bene che sbarcherà il carico umano in Italia. Non solo: a bordo dell'ammiraglia di Msf, la responsabile delle squadre di soccorso è Anabel Montes, a lungo pasionaria della Ong spagnola Open arms. Recidiva degli sbarchi di migranti a casa nostra inneggiava sui social quando l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, è stato costretto alla sbarra a Palermo proprio per aver cercato di fermare la sua ex nave, Open arms. Ana Isabel Montes Mier è stata anche accusata dalla procura di Ragusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il giudice dell'udienza preliminare aveva sentenziato il non luogo a procedere, ma l'accusa ha fatto ricorso ancora pendente. Il procuratore capo, Fabio D'Anna e il sostituto Santo Fornasier avevano chiesto il rinvio a giudizio proprio per il «metodo Open arms», che Montes prova a replicare a bordo dell'ammiraglia di Msf. Non a caso fin dal primo «soccorso» davanti alla Libia, 44 miglia a nord di Sabrata, hub di partenza dei migranti, ci sono stati momenti di tensione con la Guardia costiera di Tripoli. Barbara Deck, capo missione e Montes, responsabile dei soccorsi, hanno avuto «conversazioni tese» via radio con la Guardia costiera, che secondo la Ong avrebbe «minacciato Msf». Il risultato è che la pasionaria spagnola è riuscita a portare a bordo 410 migranti, comprese donne e minori, in pochi giorni. La nave si è coordinata con Alarm phone, centralino dei migranti ed i piloti degli aeroplani di ricognizione delle Ong che continuano a decollare impunemente.

Geo Barents è una super nave, che batte bandiera norvegese, ma non porterà mai i migranti in Nord Europa. Nel 2007 era stata varata per ricerche geologiche e Msf l'ha noleggiata per affrontare l'estate di partenze dalla Libia. Lunga quasi 80 metri ha due ponti, una mini clinica e 32 membri di Msf e dell'equipaggio. Msf, spendendo non poco, ha annunciato di averla adeguata ad attività di ricerca e soccorso per evitare i fermi amministrativi della Guardia costiera italiana che bloccano le altre navi delle Ong non abilitate a queste operazioni. «Probabilmente cambieranno tattica diventando una specie di nave madre in mezzo al mare e caricando i migranti recuperati da altre Ong o inviando imbarcazioni veloci, come i loro gommoni, per imbarcare più gente possibile», rivela una fonte del Giornale in prima linea sul fronte del mare.

Nel frattempo a Lampedusa è il caos nonostante i trasferimenti dei migranti sulla terraferma e sulle navi quarantena. Ieri sono stati registrati altri 11 arrivi dopo i 18 sbarchi del giorno prima, che avevano portato sull'isola 1042 migranti. «La notte di sabato i migranti appena sbarcati hanno dovuto dormire all'esterno della struttura di accoglienza per mancanza di posti letto e la zona circostante è diventata una vera e propria fogna a cielo aperto» ha denunciato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. «Gli assembramenti ormai sono costanti e le norme anti-contagio saltate - denuncia il sindacalista - Degli oltre 950 migranti presenti ieri nell'hotspot, soltanto 500 avevano fatto il tampone».