Open Arms, il processo a Salvini e quel mistero sul comandante

L'ex ministro dell'Interno accusato di sequestro di persona. Ma spunta un sospetto sui comportamenti del comandante dell'Ong spagnola

Open Arms, il processo a Salvini e quel mistero sul comandante

"Salvini ha causato dolore e sofferenza a 151 persone solo ed esclusivamente per portare avanti la propria campagna elettorale. Tutto questo ha un prezzo ed è giusto che venga fatta giustizia. Siamo a Palermo a nome di tutte le persone che vedono la loro vita e i loro diritti violati mentre cercano di attraversare il mare". Così Oscar Camps, fondatore di Open Arms, auspica che il leader della Lega venga condannato per aver adottato il pugno duro contro l'immigrazione clandestina nel corso del governo gialloverde. Oggi il segretario del Carroccio è presente all'aula bunker di Palermo, accusato di sequestro di persona aggravato e abuso d'ufficio per i fatti risalenti all'agosto 2019, quando l'allora ministro dell'Interno aveva vietato lo sbarco dei migranti a bordo della Organizzazione non governativa.

C'è stata subito una breve sospensione all'udienza preliminare del procedimento per decidere sulle richieste avanzate dalle aspiranti parti civili. Il gip Lorenzo Jannello è stato chiamato a valutare le richieste avanzate da 7 migranti (tra cui un minore) e 11 tra associazioni e altre parti. Si tratta di Legamebiente, Arci, Ciss, Associazione studi giuridici, Giuristi democratici, Cittadinanza attiva, Open Arms, Mediterranea, AccoglieRete, Oscar Camps e il capitano della nave. Nel frattempo all'esterno, a poca distanza dall'ingresso transennato del carcere, è in corso un presidio pacifico di attivisti e associazioni - alcune decine di persone - che hanno posizionato sulla cancellata diversi striscioni con scritte come "Palermo per l'accoglienza e la solidarietà" e "Processo all'odio".

"Esclusa la natura di atto politico delle condotte, ritenuta di contro la loro natura di reato ministeriale sussumibile nelle ipotesi del delitto di plurimo sequestro di persona, aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti le sue funzioni ed anche in danno di minori e del delitto continuato di rifiuto di atti d’ufficio", hanno scritto i giudici al termine dell’istruttoria. Salvini è presente, accompagnato dal suo legale Giulia Bongiorno. La difesa sostiene che si era "in attesa di concordare con altri Paesi il trasferimento dei migranti", con il numero uno della Lega che ribadisce come ogni decisione sia "stata presa nel pieno coinvolgimento del governo italiano".

Il sospetto sul comandante

Ma c'è un interrogativo particolare che continua a circolare e che potrebbe essere sciolto proprio nel processo di oggi: per quale motivo Marc Reig Creus, nel luglio 2019 accusato dalla procura di Repubblica di Ragusa di violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha preferito stazionare nel Mediterraneo per settimane piuttosto che accettare l'aiuto di Malta e soprattutto della sua Spagna? Nato a Esplugues de Llobregat (Barcellona) nel 1973, il comandante di Open Arms denunciava una situazione sempre più allarmante e insostenibile a bordo. Eppure aveva declinato l'offerta di Malta di far scendere almeno parte degli immigrati a bordo e aveva detto "no" ai Pos (Place of safety) offerti da Madrid. Inoltre avrebbe respinto la possibilità di essere accompagnato verso le coste iberiche da una nave italiana. Il che avrebbe garantito una navigazione più tranquilla.

Salvini ha già spiegato che "l’Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms in quanto avvenuti del tutto al di fuori di aree di sua pertinenza". Così come dimostra lo scambio di corrispondenza tra La Valletta e Madrid nei primi giorni dell'agosto 2019 a proposito del Pos: Roma non viene citata. Ecco perché l'ex ministro dell'Interno è convinto che "è lo Stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi ong". Open Arms è una nave mercantile battente bandiera spagnola e affittata dalla Ong Pro-Activa Open Arms.

Nella memoria difensiva viene ricordato che il comandante ha rifiutato il Pos concesso dalla Spagna il 18 agosto per poi rifiutare addirittura l'assistenza offerta dalla Capitaneria di Porto italiana che si era detta disponibile ad accompagnare la nave verso la Spagna, prendendo a bordo alcuni immigrati. In più, la stessa Spagna aveva inviato verso Lampedusa l'unità Audaz per dare assistenza alla Open Arms. Viene inoltre sottolineato che l'imbarcazione era omologata per sole 19 persone. Il comandante, dopo il primo salvataggio effettuato in zona sar libica il primo agosto con 55 persone portate a bordo, ne ha prese altre 69 il 2 agosto.

Il primo agosto arrivò il decreto firmato dai Ministeri dell'Interno, Difesa e delle Infrastrutture per impedire alla Open Arms l'ingresso, la sosta e il transito.

La sera successiva l'Ong chiese il Pos al nostro Paese ma, secondo il leader della Lega, l'onere di una risposta di competenza di altri Stati non può ricadere sullo Stato italiano. Pertanto, si tiene a rimarcare, Open Arms poteva dirigersi verso altri Paesi che avevano l'obbligo di accoglierla.

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