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Ora Avs spera nell'effetto elettorale ma la soglia del 4% è ancora lontana

Alle passate Europee raggiunse il 3,6. I dubbi giuridici sull'immunità

Ora Avs spera nell'effetto elettorale ma la soglia del 4% è ancora lontana

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Alleanza Verdi e Sinistra ora sogna l'effetto Salis. Che questo auspicio possa diventare certezza o rimanere semplice illusione saranno le urne e decretarlo. Di certo l'onda dell'ottimismo si alza alta dalle parti di AVS. Alle elezioni europee «supereremo abbondantemente lo sbarramento del 4%, con la candidatura di Ilaria Salis andremo ancora meglio. E nei prossimi giorni io e Fratoianni» andremo «in Ungheria» per incontrarla dice a Un Giorno da Pecora, Angelo Bonelli.É chiaro che molto si giocherà sull'onda mediatica di una candidatura che verrà presentata in una chiave di opposizione al «regime di Orban», battendo sul tasto della «lotta ai fascismi» e dei richiami identitari. Il rischio che la candidatura possa innescare un effetto boomerang a livello giudiziario - qualora AVS non dovesse superare la soglia del 4% - però esiste. Alle ultime Politiche l'alleanza rosso-verde prese il 3,64% e ora i sondaggi la vedono ballare attorno al 4%. Si cammina, insomma, su un filo sottile.La campagna elettorale salirà di tono e di livello a stretto giro di posta. Già la prossima settimana Roberto Salis, il padre di Ilaria, sarà a Strasburgo in occasione della plenaria, accompagnato da Ignazio Marino, candidato alle elezioni europee per Alleanza Verdi e Sinistra. «Stiamo con i nostri alleati della Sinistra italiana contro gli autocrati come Viktor Orban e contro questi metodi di detenzione barbari», dichiara il portavoce del gruppo The Left, David Lundy. In queste ore naturalmente si guarda molto, per ritrovare una situazione simile a Enzo Tortora, candidato nel 1984 al Parlamento europeo dal Partito Radicale. Tortora, al centro di un clamoroso errore giudiziario, eletto e liberato per via dell'immunità immediatamente acquisita, chiese all'assemblea di Strasburgo di concedere l'autorizzazione a procedere che lo portò alla condanna e all'assoluzione in appello. La semplice candidatura, nel caso Salis, non inciderà sull'uscita dal carcere. Per le candidature in Italia si applica la norma interna che la fa scattare solo dopo l'ipotetica elezione. Qualora invece l'insegnante dovesse farcela, il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede esplicitamente che per gli eletti a Strasburgo scatti «l'esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario». Dunque la magistratura ungherese dovrebbe prima scarcerarla e poi eventualmente chiedere all'Europarlamento di autorizzare un nuovo arresto, oltre che la prosecuzione del processo a suo carico. C'è però un ulteriore motivo di incertezza. Essendo le imputazioni riferite a fatti precedenti alla sua elezione, resta da verificare l'interpretazione della Corte di Budapest se applicare o meno l'immunità. Insomma nonostante alcuni pareri ottimistici arrivati dai giuristi italiani la questione si presenta estremamente complessa. Nella maggioranza le perplessità non mancano.

«È da irresponsabili candidare Ilaria Salis alle elezioni europee»

dichiara il deputato di Fratelli d'Italia, Antonio Baldelli, «l'Avs rischia di rendere la sua condizione ancora più critica perché è evidente la ricerca di un'immunità per l'insegnante che, diciamolo, non è certo Enzo Tortora».

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