"Con Salvini meno morti in mare": nei dati la verità sui migranti

L'analisi di De Telegraaf: "Come ministro dell'Interno, Salvini ha cambiato radicalmente rotta. Nella prima metà del 2019, erano arrivati solo più di 3000 migranti"

"Con Salvini meno morti in mare": nei dati la verità sui migranti

Adesso lo dice pure la stampa olandese: quando a capo del Viminale c'era Matteo Salvini il numero di migranti morti in mare era nettamente inferiore rispetto alle cifre di oggi. Numerosi i detrattori del leader del Carroccio, che negli anni ha ricevuto accuse di ogni genere da politici, opinionisti e rappresentanti del mondo dello spettacolo, trovandosi a dover affrontare anche dei processi. Eppure, dati alla mano, i risultati del suo lavoro come ministro dell'Interno superano quelli ottenuti dal suo successore, Luciana Lamorgese.

I dati dell'Oim

Stando a quanto riferito dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), agenzia Onu incaricata di occuparsi del tema immigrazione, quest'ultimo anno il numero di cittadini stranieri morti durante la traversata del mar Mediterraneo è superiore rispetto ai decessi verificatisi nei primi sei mesi del 2020.

Nel report prestantato quest'oggi, Oim parla infatti di 1.146 morti avvenute nell'arco di tempo compreso fra i mesi di gennaio e giugno 2021. Il maggior numero di vittime è stato registrato nella tratta Libia – Italia, con 741 decessi. A seguire vi è il tragitto compiuto per raggiungere le isole Canarie dall' Africa occidentale: nel tratto di Oceano Atlantico si sono verificate almeno 250 morti.

149 migranti, inoltre, avrebbero perso la vita nel tentativo di raggiungere la Spagna seguendo la rotta del Mediterraneo occidentale, mentre 6 sarebbero morti nel Mediterraneo orientale, cercando di arrivare in Grecia.

L'analisi di De Telegraaf

Secondo il quotidiano olandese De Telegraaf, nel periodo di tempo in cui Matteo Salvini aveva ricoperto l'incarico di ministro dell'Interno, il numero di sbarchi e di morti in mare era considerevolmente diminuito. Ben peggiori i dati registrati prima e dopo il segretario del Carroccio, cosa che fa riflettere.

A fornire un'analisi completa della situazione attuale è il corrispondente italiano Maarten Van Aalderen, che spiega come nel 2017, quando a governare era la sinistra, "in Italia erano entrati quasi 120mila migranti". "Ci furono anche più di 3mila morti quell’anno, una media di quasi dieci al giorno", sottolinea il quotidiano olandese.

Una situazione insostenibile, quella del 2017, tanto che le elezioni del 2018 avevano portato al successo della Lega. "Come ministro dell'Interno, Salvini ha cambiato radicalmente rotta", spiega De Telegraaf, "si è semplicemente rifiutato di permettere ai migranti di mettere piede sul suolo italiano. A volte c'erano casi eccezionali. Ma nella prima metà del 2019, erano arrivati solo più di 3000 migranti".

Scoraggiare le partenze aveva avuto come effetto una drastica diminuzione del numero dei morti in mare. Un concetto che i sostenitori dell'accoglienza faticano a comprendere. "Quel numero è aumentato di nuovo dopo che Salvini si è dimesso dal governo nell'agosto di quell'anno, eppure quasi 1.300 migranti sono annegati in tutto il 2019", prosegue il quotidiano olandese. "Ancora troppo. Ma se lo confronti con gli anni precedenti e se consideri che abbiamo già quasi lo stesso numero di vittime a luglio, è una cifra notevolmente bassa”.

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