"Un altro segnale su Mattarella...". Cosa c'è dietro il voto giallorosso

Ci si aspetta che 200 "grandi elettori" votino Sergio Mattarella alla prossima chiama. Adesso i partiti di centrosinistra spingono per il mantenimento dell'assetto attuale

"Un altro segnale su Mattarella...". Cosa c'è dietro il voto giallorosso

La sesta chiama confermerà come un fronte trasversale, tutto appartenente al centrosinistra, desideri il Mattarella bis.

Un fronte progressista, lo stesso in grado di scavalcare le appartenenze politiche ma che risiede comunque tra Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle e Leu, sta per esprimersi con decisione sul nome dell'attuale presidente della Repubblica. Lo stesso che ha tuttavia esplicitato la sua contrarietà ad un secondo mandato.

Le voci, stando pure a quanto ripercorso dall'Agi in queste ore, sono senz'appello: i risultati della prossima chiama per l'elezione del futuro capo di Stato saranno contraddistinti da numerosi "Mattarella". E qualcuno già ipotizza che il presidente Mattarella, avendo contezza della situazione, possa aprire una riflessione. Di sicuro, nei pressi di Montecitorio, già si vocifera quale potrebbe essere il responso della prossima chiama: l'attuale vertice istituzionale italiano dovrebbe superare abbondantemente le duecento preferenze. E dunque forse arrivare primo sul podio. Il tutto considerando un punto: l'indicazione - come specificato pure dall'Adnkronos - era quella di votare scheda bianca.

Tra le fila del Pd, per fare un esempio, la volontà di votare per Mattarella era già stata palesata nelle fasi precedenti a questa: la corrente dei giovani turchi - quella capitanata da Matteo Orfini - aveva detto che il presidente della Repubblica andava votato anche "contro la sua volontà". Anche l'onorevole Stefano Ceccanti, esponente di punta del correntone Base riformista, aveva ribadito di preferire che l'assetto attuale non venisse modificato. Ora, tutte queste prese di posizione, stanno per essere declinate con modalità esplicite. Almeno più di quanto non sia stato fatto sino a questo momento.

Il MoVimento 5 Stelle, dal canto suo, ha - come il Pd del resto - giocato questa partita soprattutto ponendo veti su qualunque candidato provenisse dal centrodestra. Giuseppe Conte non ha mai fatto un nome: pure il capo grillino, in qualche modo, sembra preferire che il presidente della Repubblica venga "confermato", per così dire. Altrimenti Conte avrebbe almeno avanzato un nominativo.

Sono i peones, però, ad alimentare questa linea, con un numero di voti che potrebbe anche aumentare se l'accordo per l'inquilino del Quirinale non dovesse essere trovato nel corso delle prossime ore, in vista della prossima "chiama". Quella che dovrebbe avere luogo domani mattina. La paura delle urne e l'impasse formano così un combinato disposto che potrebbe accelerare quella che in gergo già viene chiamata "processione" verso l'attuale capo di Stato. Resta da capire l'eventuale disponibiltà di Mattarella che ha sempre negato questa possibilità.

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