"Mattarella bis". Letta e i 5S tirano la giacchetta del Capo dello Stato

Il segretario del Partito democratico teme le mosse del centrodestra: "Non può imporre nulla, serve un nome che non consente a nessuno di vincere". La mossa contro Berlusconi: "Possiamo uscire dall'Aula"

"Mattarella bis". Letta e i 5S tirano la giacchetta del Capo dello Stato

Iniziano ad arrivare i primi segnali pubblici che palesano tutti i timori della sinistra in vista della partita per il Quirinale. Uno stato di agitazione che traspare dalle recenti parole pronunciate da Enrico Letta: il segretario del Partito democratico, nell'intervista rilasciata a Di martedì su La7, si è espresso con diverse dichiarazioni che confermano come il fronte giallorosso non abbia ancora una strategia chiara ed efficace per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica.

Letta vuole il Mattarella bis

Per il numero uno del Nazareno questo non è il momento di fare i nomi: a suo giudizio ora occorre concordare un metodo, che parta magari dalla maggioranza di governo. Ma a priori non ha nascosto il suo vero sogno: eleggere nuovamente Sergio Mattarella. "Sarebbe il massimo ovviamente", ha confessato. Letta lo reputa come il giusto profilo istituzionale e super partes a cui dovrebbe puntare il Parlamento, ma l'attuale capo dello Stato ha già fatto capire più di una volta di non essere disposto a un secondo mandato. Eppure il Pd proverà a cercare l'asse con il Movimento 5 Stelle proprio su questa possibilità. Proprio i 5 Stelle in assemblea hanno aperto la porta all'ipotesi di un secondo mandato per il presidente uscente.

La follia sul centrodestra

E non è finita qui: il segretario del Partito democratico non solo sta rincorrendo un'ipotesi che può essere vista come la mossa della disperazione, ma intende anche dettare legge e impartire lezioni al centrodestra su come comportarsi durante la partita per il Quirinale. È ormai noto che la sola ipotetica candidatura di Silvio Berlusconi terrorizza la sinistra, e Letta non ha fatto altro che darne l'ennesima dimostrazione.

Il leader del Pd reputa questa una condizione che impedisce di sedersi al tavolo del confronto con il centrodestra: "L'impressione è che vogliano fermarsi sull'opzione Berlusconi, ma finché le cose stanno così è molto difficile parlarsi". È evidente che la coalizione formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia parte da una posizione numerica di vantaggio rispetto ai giallorossi, ma nonostante ciò Letta vuole ridimensionare il tutto: "Onestamente non capisco perché il pallino dovrebbe averlo il centrodestra. Bisogna mettersi attorno a un tavolo e convergere su un nome che non consente a nessuno di vincere".

La mossa contro Berlusconi

Letta inoltre non ha escluso la possibilità di uscire dall'Aula al momento del voto per l'elezione del capo dello Stato se il centrodestra presentasse in maniera ufficiale Silvio Berlusconi: "È uno strumento di tattica parlamentare che esiste, valuteremo in quel momento come stanno le cose. Non lo escludo. Decideremo insieme a LeU, insieme ai 5 Stelle".

Patto con Salvini

Il segretario del Pd ha chiesto esplicitamente a Matteo Salvini di siglare un patto sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica e lo ha invitato a fare chiarezza sulle intenzioni della Lega: dopo la partita per il Colle intende rimanere al governo o abbandonare la maggioranza? "Bisogna avere un governo che sia in grado di continuare le cose che si stanno facendo adesso, sapendo che ci divideremo alle elezioni. Se poi Salvini preferisce raggiungere Giorgia Meloni all'opposizione, è evidente che c'è un altro scenario", ha dichiarato Letta.

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