Ora piace il braccialetto anti-contatto. E la Liguria vuole metterlo ai bagnanti

Molte aziende sono intenzionate ad adottarlo per i dipendenti. Anche un asilo del Varesotto: "Per i bambini sarà un gioco"

Ora piace il braccialetto anti-contatto. E la Liguria vuole metterlo ai bagnanti

La ministra dell'Innovazione Paola Pisano è stata chiara: l'idea di mettere un braccialetto elettronico al polso degli italiani non è mai stata tra le possibili misure anti-coronavirus. Eppure l'accessorio sta continuando ad attirare l'attenzione, soprattutto dei datori di lavoro ma non solo: il presidente della Liguria Giovanni Toti ha detto che potrebbe essere richiesto ai bagnanti che trascorreranno l'estate sui lidi della Regione. Per le imprese il braccialetto «intelligente» è una delle novità che potrebbero accompagnare il ritorno al lavoro dei dipendenti, in un contesto in cui sarà necessario ripensare radicalmente l'organizzazione dei processi e degli ambienti. In modo particolare negli stabilimenti produttivi, dove non è possibile far lavorare i dipendenti da remoto. L'urgenza è dimostrata anche dai dati diffusi ieri dall'Inail: tra la fine di febbraio e il 4 maggio sono stati 37.352 i contagi sul lavoro da Covid denunciati all'Istituto, quasi 9mila in più rispetto a quelli registrati con la prima rilevazione del 21 aprile. I casi mortali segnalati nello stesso periodo sono 129, 31 in più rispetto al monitoraggio precedente. Il rapporto conferma come i più esposti al rischio siano il personale sanitario e socio-assistenziale (e soprattutto i «tecnici della salute», come infermieri e fisioterapisti) da cui provengono il 73,2% delle denunce e quasi il 40% dei decessi (la cui età media è 59 anni).

Tra le aziende che stanno valutando soluzioni tecnologiche per ripartire in sicurezza c'è la Gefran di Provaglio d'Iseo, in provincia di Brescia: l'azienda, che realizza componenti per l'automazione, ha annunciato che entro la fine di giugno doterà di braccialetto elettronico tutti i suoi 670 dipendenti. In questo caso il prodotto è quello messo a punto dalla romana Engineering: si tratta di sensori che emettono un suono, una vibrazione o una luce quando rilevano un altro dispositivo nel raggio di un metro e mezzo, invitando in tempo reale l'utente a mantenere le distanze. Una novità che non è piaciuta però ai sindacati, i quali hanno chiesto che venga prima discussa insieme a loro. Le sperimentazioni analoghe sembrano comunque destinate a moltiplicarsi: secondo un sondaggio condotto da PwC su 871 dirigenti in 24 Paesi del mondo (non l'Italia), un'azienda su 5 sta valutando di introdurre soluzioni tecnologiche, dai braccialetti alle app di tracing, per rafforzare le misure di sicurezza.

In Liguria, invece, il presidente Toti ha guardato al settore della ricezione, tra quelli colpiti più duramente dagli effetti dell'emergenza: 66 miliardi di euro persi nel 2020 secondo l'Agenzia nazionale del turismo. Il governatore ha spiegato che la Regione sta lavorando con l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova per «dotare tutti i bagnanti di un braccialetto che emetta un suono o una vibrazione quando ci si avvicina troppo agli altri». Quello sviluppato dall'Iit diretto da Giorgio Metta è un sistema basato su un segnale radio alle frequenze del Bluetooth che, oltre a monitorare le distanze interpersonali, registrerebbe anche la temperatura corporea di chi lo indossa. Tuttavia, ha specificato Toti, prima di prendere decisioni si attenderà il protocollo Inail in materia di turismo.

Al Nord, invece, a farsi attirare dai braccialetti hi-tech è la scuola. In provincia di Varese, a Castellanza, l'asilo paritario Eugenio Cantoni dice di essere pronto a riaprire distribuendo ai 150 alunni i braccialetti per il distanziamento, al prezzo di «qualche decina di euro in più sulla quota mensile», come ha illustrato il preside Fabio Morandi. Che ai diffidenti precisa: «Con le nostre psicologhe e pedagogiste lo imposteremo come un gioco. Lo scopo per i bimbi sarà quello di non far illuminare i propri braccialetti».

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