Ora la polizia è nel mirino. Minneapolis la chiude. E New York taglia i fondi

Smantellato il dipartimento nella città dove è nata la protesta. De Blasio: "Soldi ai poveri"

Ora la polizia è nel mirino. Minneapolis la chiude. E New York taglia i fondi

Il corpo di polizia più famoso degli Stati Uniti, il New York Police Department, finisce nel mirino sulla scia delle proteste seguite alla morte dell'afroamericano George Floyd. Durante le manifestazioni è nato lo slogan «Defund the Police», «Togliere fondi alla polizia», un movimento che punta a depotenziare le forze dell'ordine. E nella Grande Mela, il sindaco democratico Bill de Blasio ha annunciato con una mossa senza precedenti proprio un taglio ai finanziamenti destinati all'Nypd. Il primo cittadino ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulla deviazione di fondi, ma ha spiegato che i tagli saranno attuati nel giro di tre settimane e il denaro verrà destinato ai servizi sociali diretti a giovani, poveri e disagiati.

Il dipartimento di polizia di Nyc ha un budget annuale di circa 6 miliardi di dollari, il 6% del totale della metropoli, pari a oltre 90 miliardi. Solo pochi giorni fa, però, de Blasio aveva espresso scetticismo sul taglio dei finanziamenti. «Il sonnolento Joe Biden e la sinistra radicale vogliono togliere fondi alla polizia, io voglio forze dell'ordine ottime e ben pagate. Voglio legge e ordine», ha tuonato da parte sua il presidente Donald Trump su Twitter. Anche il dem alla Casa Bianca Biden è contrario alla riduzione dei fondi. New York, però, non è l'unica a prepararsi al cambiamento: a Minneapolis, la città del Minnesota dove è morto Floyd per mano degli agenti, la maggioranza del consiglio comunale ha votato per avviare un processo che dovrà portare a un taglio dei fondi alle forze dell'ordine e allo smantellamento dipartimento di polizia. «L'obiettivo - hanno spiegato - è quello di riformarlo e di ricostruire insieme a tutta la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che davvero assicuri la sicurezza di tutti». Smantellare il dipartimento - processo a cui si è già opposto il sindaco democratico Jacob Frey - non sarà breve né semplice: senza un voto unanime (quelli a favore sono 9 su 12, più un posto attualmente vacante) per procedere il Consiglio dovrebbe cambiare lo statuto della città. L'unica via percorribile sembrerebbe quella di portare la questione davanti ai cittadini con un referendum, probabilmente alle prossime elezioni comunali, nel 2021.

Nel frattempo, dopo un gesto simbolico, in ginocchio per 8 minuti in segno di solidarietà a George Floyd, la speaker della Camera Nancy Pelosi ha presentato il disegno di legge per la riforma della polizia Usa. Una misura che vieterebbe il «chokehold», la stretta al collo (quella usata dagli agenti contro Floyd), ma anche i mandati senza preavviso nei casi di droga. Inoltre, richiederebbe ai dipartimenti locali di inviare i dati sull'uso della forza al governo federale, e di creare un programma di sovvenzioni che consenta ai procuratori generali statali di avviare un processo indipendente per indagare sulla cattiva condotta degli agenti. «Il martirio di Floyd ha portato un momento di angoscia nazionale che si sta trasformando in un movimento di azione nazionale, mentre gli americani di tutto il paese protestano pacificamente per chiedere la fine dell'ingiustizia», ha detto Pelosi, sottolineando che i dem in Congresso sono dalla parte di coloro che «lottano per la giustizia e agiscono». Intanto a Houston, in Texas, si è tenuta ieri un'altra commemorazione per il 46enne ucciso: il suo feretro è stato esposto per sei ore alla The Fountain of Praise Church nella città dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita prima di trasferirsi cinque anni fa in Minnesota. Oggi, infine, nella stessa città è previsto il funerale con 500 persone: ci sarà anche Biden, mentre non è prevista la presenza di Trump.

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