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Ora la sinistra provoca Salvini: "Sgombera anche la sede di CasaPound"

Nuova provocazione della sinistra. Il sindaco di Cerveteri scrive a Salvini: "Sgombera l'immobile occupato da CasaPound". E Repubblica va all'attacco

Ora la sinistra provoca Salvini: "Sgombera anche la sede di CasaPound"

Un provocazione, niente di più. A lanciarla è stato il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci e subito Repubblica l'ha rilanciata in pompa magna per attaccare sia Matteo Salvini sia Virginia Raggi. Questo perché l'appello del primo cittadino, che poi è anche coordinatore del movimento di sindaci antifascisti "L'italia in Comune" nonché membro del Consiglio della Città metropolitana della Capitale, è rivolto proprio al ministro dell'Interno e al sindaco di Roma. A loro due Pascucci chiede di sgomberare, al più presto, "un immobile di proprietà del Demanio occupato abusivamente a Roma dai neofascisti di CasaPound".

Già in passato era stato l'Espresso a puntare il dito contro CasaPound andando a riesumare una vecchia circolare dell'allora commissario straordinario di Roma Paolo Tronca che infilava la sede di via Napoleone III in una lista di "74 immobili occupati senza titolo". Il tutto per accusare le istituzioni (locali e nazionali) di non aver mai provato a sgomberare il movimento. A forzare la mano ci prova Pascucci che, nelle vesti di consigliere metropolitano, ha scritto a Salvini per chiedergli per fare un blitz nello stabile "occupato dal 2003 dal movimento politico Casapound che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito" e cacciare le famiglie che abitano al suo interno. ​"Come sindaco io voglio essere tranquillo che il ministro dell'Interno intenda far rispettare la legge ovunque questa venga infranta - scrive Pascucci - senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato questa lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di CasaPound".

Nella missiva mandata in compia anche alla Raggi e al prefetto di Roma Paola Basilone, Pascucci continua sottolineando che "l'illegalità non ha colore di pelle o nazionalità esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative". Ovviamente il riferimento (tra le righe) è al recente sgombero del campo rom (abusivo) Camping River. Una provocazione, insomma. Tanto che il sindaco di Cerveteri chiosa così: "Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di CasaPound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del Demanio dello Stato e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?".

A mettere il carico alla lettera di Pascucci ci ha pensato Repubblica che ha subito colto l'occasione per attaccare il leader di CasaPound, Simone Di Stefano. "Al momento della presentazione delle liste per le politiche del 2013 ha dichiarato come residenza anagrafica proprio via Napoleone III", scrive il quotidiano diretto da Mario Calabresi facendo notare che "non si tratta di un modesto appartamento di periferia, bensì di uno stabile di sessanta vani, circa una ventina di appartamenti in pieno centro, dove i prezzi di mercato sono tra i più alti di Roma". L'appello allo sgombero è, dunque, un provocazione politica che viene tirata fuori dalla sinistra proprio mentre Salvini sta lavorando al piano per rendere più facili gli sgomberi dei palazzi occupati.

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