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Oro, gioielli, petrolio: l'ex premier in affari con Cina e Venezuela. "Stava preparando la fuga a Caracas"

Ecco i documenti che inguaiano l’ex leader spagnolo. Ma Sánchez (oggi dal Papa) lo difende: "Impeccabile"

Oro, gioielli, petrolio: l'ex premier in affari con Cina e Venezuela. "Stava preparando la fuga a Caracas"
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Il governo Sanchez è tenuto in ostaggio dalla strategia legale di Zapatero. È unanime la stampa spagnola nel raccontare la pioggia di dettagli imbarazzanti che stanno caratterizzando l'inchiesta a carico dell'ex premier socialista, accusato di una tangente da 2 milioni per aver salvato una compagnia aerea che faceva la spola con il Venezuela e di aver trafficato petrolio e oro con il paese sudamericano. Ciò che stona è la postura da parte del governo Sanchez, che ancora ieri ha insistito nel difendere il piano di salvataggio di Plus Ultra definendolo "impeccabile" e ha evitato accuratamente di rispondere alle domande sui gioielli ritrovati a casa Zapatero. Ma andiamo con ordine.

"Non pretendo di essere un gran leader, preferisco essere un gran democratico", disse Zapatero nel 2004 intervistato dal Time. E in effetti secondo gli investigatori alla base di tutto c'era un'organizzazione effettivamente democratica in cui tutti avevano un ritorno. Dal socio di Zapatero, Julio Martínez, che custodiva nella propria abitazione appunti e foto sul rilascio dei prigionieri e sulle operazioni degli 007 spagnoli in Venezuela, alla sua storica segretaria Gertrudis Alcázar, che sempre in maniera democratica ha acquistato in contanti un immobile nella Comunità di Madrid, mentre la Corte Nazionale indaga sulla presunta rete di affari e società che avrebbe sfruttato l'influenza politica di Zapatero per agevolare transazioni finanziarie nazionali e internazionali.

E ancora, l'imprenditore e socio dell'ex Primo Ministro aveva altre carte scottanti, come un contratto firmato dal Governo Sánchez con la società cinese Huawei, del valore di circa 400mila. Senza dimenticare la possibile fuga "democratica" che Zapatero avrebbe potuto mettere in atto riparando lì dove era di casa per le attenzioni particolari verso prodotti considerati un bene rifugio, come oro e greggio. Gli appunti manoscritti sequestrati dall'UDEF (Unità per i crimini finanziari ed economici) nell'abitazione di Martínez dimostrano che c'era un rapporto di affari e consulenze con aziende come Huawei. Pertanto l'imprenditore aveva dati precisi del regime di Maduro e su figure dell'opposizione come Edmundo González e María Corina Machado, oltre ad intrattenere, sempre secondo gli investigatori, legami con fratelli venezuelani Amaro Chacón.

Il sospetto è che trafficassero oro e petrolio con conseguenti trasferimenti di denaro attraverso entità legate a Zapatero. Esistono anche appunti e documenti che identificano numerosi riferimenti ad alti funzionari dello Stato venezuelano o di società statali (come CVM, PDVSA, CVG) direttamente collegate ad attività di estrazione di risorse naturali nel Paese, come carbone, gas, petrolio, oro o nichel. Uno dei documenti inviati dall'UDEF al giudice Calama menziona una lettera datata poco dopo un viaggio di Zapatero a Pechino, nell'ottobre 2023, in cui la società cinese China International Cultural Technology Resources Group esprime il proprio interesse per una "cooperazione fruttuosa e a lungo termine".

Il piglio delle indagini è lo stesso di sempre in questi casi: follow the money. È così che sono state trovate durante le perquisizioni una serie di fatture con descrizioni generiche e imprecise, molte delle quali contenenti l'espressione "servizi di agenzia". accanto a numerose buste contenenti 10mila euro ciascuna in contanti, per un totale di 290mila. Era indicata in rosso anche la percentuale per chi favoriva il traffico di influenze, il 10%, oltre a espressioni solo in apparenza senza significato. Come "Bandes deve essere nascosto", ovvero dal nome della Banca per lo Sviluppo Economico e Sociale del Venezuela, una banca statale.

Oggi il socialista Sanchez è atteso in

Vaticano per l'udienza con Papa Leone XIV, nelle stesse ore Zapatero ha chiesto di rinviare l'interrogatorio davanti all'Audiencia Nacional e l'ex premier Aznar ha parlato di "situazione insostenibile". Il batacazo non si ferma.

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