Orrore nel garage. Partorisce da sola e muore con la bimba

Gli inquirenti trovano il corpicino in un secchio pieno d'acqua accanto alla madre

Orrore nel garage. Partorisce da sola e muore con la bimba

Brindisi - Il cadavere della madre era riverso sul pavimento, tra due letti, in una pozza di sangue; il corpicino della figlia appena nata, ormai anche lei senza vita, era invece in un secchio pieno d'acqua sistemato sotto un lavandino del bagno: questo è quanto hanno scoperto i carabinieri quando sono entrati in un garage di Ceglie Messapica, poco più di ventimila abitanti, una quarantina di chilometri da Brindisi, dove sono morte una donna e la sua bambina da poco venuta alla luce. Una tragedia che presenta ancora alcuni lati oscuri, una storia drammatica che gli investigatori stanno tentando di ricostruire mettendo insieme frammenti di verità che affiorano faticosamente da una fitta coltre di silenzio.

La donna si chiamava Roxana Micaela Rapasu, aveva 27 anni, era romena. Il marito e altri due figli piccoli sono rimasti in patria, lei invece si è trasferita da qualche tempo in questo angolo di Puglia, dove tirava avanti facendo la badante al servizio di una coppia di anziani. I quali non sapevano che fosse incinta, ma dopo aver saputo quanto accaduto hanno riferito agli investigatori di aver notato che la ventisettenne da un paio di mesi indossava sempre la stessa vestaglia: forse l'espediente escogitato per evitare che si scoprisse la gravidanza.

Le indagini sono concentrate su quei corpi: madre e figlia, tutte e due in un garage trasformato in abitazione al numero 6 di via Mameli, nel centro storico della cittadina. Secondo quanto venuto fuori dai primi accertamenti la donna sarebbe morta per un'emorragia dopo aver partorito la bambina che portava in grembo; la piccola invece sarebbe annegata nel secchio forse utilizzato per lavarla, anche se per il momento non viene escluso in modo assoluto che la bambina sia stata annegata dalla donna. Un'ipotesi feroce tutta ancora da verificare, una pista che per il momento non si basa su alcun dato certo ma esclusivamente su una considerazione di carattere logico: la bimba poteva essere sciacquata direttamente nel lavandino e il secchio evidentemente non era necessario.

In ogni caso i carabinieri procedono a ritroso per fare luce sugli ultimi giorni di vita della ventisettenne, che non avrebbe detto a nessuno della gravidanza decidendo di partorire da sola. E così ha messo in atto un tragico copione: il 28 ottobre ha lasciato gli anziani per cui prestava servizio trovando rifugio in un garage che risulta dato in affitto a suo fratello, da poco rientrato in Romania; in questo box durante la notte è venuta alla luce la bambina, la madre ha reciso il cordone ombelicale con un coltello da cucina o un paio di forbici, poi ha riposto la figlia nel secchio pieno d'acqua ma è stata colta da un'emorragia che non le ha dato scampo: forse ha tentato di chiamare aiuto, ma è riuscita solo a fare qualche passo ed è crollata poco distante dalla figlia.

L'allarme è scattato domenica, quando la sorella della ventisettenne, non riuscendo a mettersi in contatto con lei, ha telefonato al proprietario del garage. Che ha trovato la porta sbarrata dall'interno e a quel punto si è rivolto ai carabinieri. I militari sono entrati con l'aiuto dei vigili del fuoco, ma ormai non c'era più niente da fare. Domani verrà eseguita l'autopsia. E solo allora potrebbero venir fuori altri elementi in questa tragedia oscura che si è consumata all'interno di un garage.

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