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Palestinesi contro Hamas. Ecco la prima denuncia alla corte internazionale: "Noi vittime sacrificali"

Chieste indagini e un mandato d'arresto per 14 leader estremisti. "Causa loro i tanti morti a Gaza"

Palestinesi contro Hamas. Ecco la prima denuncia alla corte internazionale: "Noi vittime sacrificali"
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I punti chiave

Nella guerra a Gaza ha perso la moglie, i figli e diversi altri familiari. Adesso, per quei crimini, chiede giustizia alla Corte penale internazionale. Ma non accusa Israele. Sotto indagine vuole che finiscano 14 dirigenti di Hamas, considerati i responsabili della fine dei suoi cari e di molti altri palestinesi della Striscia. È la prima volta. Mai fino ad ora un palestinese aveva presentato denuncia alla Cpi contro il gruppo islamista per crimini commessi ai danni di Hamas contro la sua stessa popolazione. Oggi - scrive in una denuncia formale inviata alla Corte - i suoi cari e migliaia di gazawi sarebbero ancora vivi se il gruppo islamista non avesse commesso gli orrori citati in un lungo elenco, documentato da 40 pagine di testimonianze e circostanze. Un elenco che include crimini di guerra e contro l'umanità come la persecuzione e l'attacco ai civili, la tortura, l'omicidio e lo sterminio. Una lista densa di atrocità, dall'arruolamento dei bambini alle esecuzioni senza giusto processo, dalle lesioni alla morte. Con una diretta violazione della Convenzione di Ginevra che spicca su tutte: l'uso dei civili palestinesi come scudi umani e vittime sacrificali, considerato nella richiesta formale la causa principale dell'elevato numero di morti e della vasta distruzione a Gaza.

Ahmed - nome di fantasia per un oppositore di Hamas le cui generalità non sono state rese pubbliche per motivi di sicurezza - denuncia abusi e torture subìti durante la guerra fra Israele e Hamas e in particolare la circostanza ritenuta il moltiplicatore di morti nella Striscia: l'utilizzo da parte di Hamas di abitazioni private come basi per il lancio di razzi e come depositi di armi, contro la volontà dei proprietari, sotto minaccia e violenza.

LA SVOLTA

È un cambio di paradigma sul conflitto, formalizzato per la prima volta con un ricorso alla Corte, a cui si chiede di indagare sui fatti denunciati ed emettere eventuali mandati di arresto contro i 14 dirigenti di Hamas, tra cui l'attuale Khalil al-Hayya, attuale capo dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, e Zaher Jabarin, presidente in Cisgiordania. La Cpi, istituita ufficialmente nel 2002 con l'entrata in vigore dello Statuto di Roma, a cui Israele non ha aderito, finora si è infatti concentrata solamente sulle violazioni del diritto internazionale commesse sia da Hamas che da Israele ai danni di civili o combattenti della parte avversa. Per questo, ha emesso mandati di cattura contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. E lo ha fatto anche contro i leader del terrorismo palestinese Yahya Sinwar, Ismail Haniyeh e Mohammed Deif, oggi tutti defunti, per gli orrori compiuti contro la popolazione israeliana e i cittadini stranieri che erano in Israele il 7 ottobre 2023, giorno della mattanza islamista. Nessun dirigente del gruppo terroristico palestinese è mai finito sotto accusa per crimini contro gli stessi civili palestinesi della Striscia. E se finora Israele è stato considerato l'unico responsabile della strage a Gaza, definita ancora oggi da molti un "genocidio", adesso è proprio un gazawi a indicare gli ex padroni della Striscia come gli artefici della carneficina, per aver sacrificato il loro stesso popolo alla causa terroristica. Un punto di vista che cambia anche lo sguardo sulle oltre 70mila vittime uccise nella Striscia nei due anni di guerra, una macabra contabilità confermata anche dall'esercito israeliano. Tra loro, è il senso del ricorso, molte sarebbero sopravvissute se Hamas non avesse deciso di trasformale in armi, o meglio in scudi, per vincere la guerra, anche quella della propaganda.

IL TEST

Per Elliot Malin, uno dei due avvocati americani che ha presentato la denuncia insieme a Eli Rosenbaum, e alla francese Sarah Scialom, "il popolo palestinese, compreso il nostro cliente, merita giustizia per le atrocità commesse contro di esso da Hamas, con il pieno appoggio dei leader iraniani". Anche perché - e qui scatta l'attacco alla Corte - "i numerosi crimini di guerra e contro l'umanità contemplati dallo Statuto di Roma sono stati ignorati dall'Ufficio del Procuratore e dal Procuratore capo Karim Khan". "Se la Cpi ha veramente a cuore la giustizia e non gli interessi politici - aggiunge Malin - è giunto il momento che emetta mandati d'arresto per i crimini che Hamas ha intenzionalmente commesso contro il popolo palestinese a Gaza. Venire meno a questa missione significa non garantire pari accesso alla giustizia a coloro che la Corte ha stabilito essere soggetti alla sua giurisdizione".

Anche per l'avvocata Sarah Scialom, la denuncia è un test per la Corte penale internazionale dell'Aja, che ha stabilito di avere

giurisdizione su Gaza e Cisgiordania: "È una prova per la squadra del procuratore. La Cpi deve indagare su tutti i crimini commessi a Gaza, indipendentemente da chi li commette, altrimenti rischia di alimentare accuse di parzialità".

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