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Il papà di Andrea. "L'omicidio? Lui era con me"

Il padre in tv: "L'accusa a mio figlio una vigliaccata"

Il papà di Andrea. "L'omicidio? Lui era con me"
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Suo figlio non è l'assassino di Chiara Poggi. Un padre le sa queste cose, anche perché quel giorno Andrea era con lui prima di andare a Vigevano. Giuseppe Sempio lo dice ai microfoni del Tg1 che il suo Andrea, l'unico indagato della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, quella che potrebbe portare alla revisione della condanna di Alberto Stasi, è innocente. Ed è per questo che lui e la moglie resistono allo stillicidio quotidiano di notizie che descrivono il figlio come un killer capace di mentire per anni e di tradire l'amicizia con il fratello della vittima. "Siamo forti dell'innocenza di mio figlio. È quello che ci sostiene, mio figlio non c'entra niente, non ha ucciso Chiara Poggi, questa è una vigliaccata". Una vigliaccata, ma non sa di chi: "Non lo posso sapere, lo dico io, così".

È lui l'alibi di Andrea, un alibi familiare però: "Mio figlio quel giorno lì stava a casa con me, poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto". E non è servito guardarlo negli occhi per chiedergli se c'entra qualcosa con l'omicidio. La giornalista gli chiede se lo ha mai fatto, ma lui taglia corto: "Non c'è bisogno di guardarlo negli occhi: stava a casa sua con me". Nell'intervista Sempio senior non parla del discusso scontrino del parcheggio di Vigevano che dovrebbe puntellare l'alibi di Andrea, collocandolo lontano da Garlasco nel momento del delitto, né della conversazione con la moglie del 22 ottobre scorso, intercettata, in cui dice alla donna "lo scontrino lo hai fatto tu". Del resto l'alibi è una delle note dolenti della nuova inchiesta. Ne parlano i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano in un'informativa in cui osservano come il 38enne in un'intervista del 17 marzo 2025, pochi giorni dopo la diffusione della notizia della sua iscrizione del registro degli indagati, avrebbe esitato a rispondere alla più semplice delle domande: "Dov'eri quella mattina?". Sempio era in macchina con una cronista ed era intercettato. Gli investigatori descrivono un momento di forte "imbarazzo e indecisione" nel rispondere alla domanda sull'alibi. Si riprende solo quando la giornalista gli ricorda che era a casa con il padre. Nel chiudere l'inchiesta per omicidio volontario i magistrati sottolineano come la versione di Sempio si regge solo sui racconti dei parenti: "Il racconto è chiuso all'interno delle dichiarazioni dello stretto nucleo familiare, nel quale la versione di Andrea si alimenta e trova sponda in quella della madre e del papà".

Papà che è indagato dalla Procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari: l'ipotesi è che abbia corrotto l'allora procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per indurlo a chiedere l'archiviazione del figlio nel 2017.

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