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Il Papa e il silenzio "voce di Dio". "Basta con invidia e calunnia"

L'ammonimento di Bergoglio: quando "lanciamo" parole che fanno male agli altri, ci comportiamo come terroristi

Il Papa e il silenzio "voce di Dio". "Basta con invidia e calunnia"

«Le parole possono essere baci, carezze, farmaci oppure coltelli, spade o proiettili. Siamo terroristi quando buttiamo le bombe del pettegolezzo, della calunnia e dell'invidia». È una riflessione acuta e dura quella che Papa Francesco rivolge ai fedeli di tutto il mono per condannare il chiacchiericcio e lo sparlare degli altri. Lo fa nella prefazione scritta di suo pugno al volume Non sparlare degli altri! (Effatà) di padre Emiliano Antenucci, frate cappuccino, rettore del Santuario del Silenzio, ad Avezzano in Abruzzo, voluto proprio da Jorge Bergoglio, con cui il frate è diventato amico personale.

«Il silenzio scrive il Papa nella prefazione del libro in uscita il 15 gennaio ma che Il Giornale è in grado di anticipare è anche la lingua di Dio ed è anche il linguaggio dell'amore, come Sant'Agostino scrive: Se taci, taci per amore, se parli, parla per amore».

Ed ecco l'affondo di Bergoglio: «Non sparlare degli altri, non è solo un atto morale, ma un gesto umano, perché quando sparliamo degli altri, sporchiamo l'immagine di Dio che c'è in ogni uomo. È importante è il monito del Pontefice l'uso giusto delle parole. Le parole possono essere baci, carezze, farmaci oppure coltelli, spade o proiettili. Con la parola possiamo bene-dire o male-dire, le parole possono essere muri chiusi o finestre aperte. Siamo terroristi quando buttiamo le bombe del pettegolezzo, della calunnia e dell'invidia».

Papa Francesco cita Madre Teresa di Calcutta e invita a «un cammino di santità di ogni cristiano». «Il frutto del silenzio è la preghiera scrive il Papa Il frutto della preghiera è la fede. Il frutto della fede è l'amore. Il frutto dell'amore è il servizio. Il frutto del servizio è la pace».

Lo scritto di Bergoglio si conclude con l'invocazione alla Vergine del Silenzio affinché «ci insegni l'uso giusto della nostra lingua, ci doni forza di benedire tutti, la pace nel cuore e la gioia di vivere».

Il volume di padre Antenucci si apre con il messaggio che Bergoglio ha rivolto proprio al gruppo della Vergine del Silenzio: «Niente chiacchiericcio: quando esce il chiacchiericcio va fuori la Madonna. O la Madonna o il chiacchiericcio, dovete scegliere», ammonisce il Papa. Che poi aggiunge: «Il chiacchiericcio è un atto terroristico, perché tu con la chiacchiera butti una bomba, distruggi l'altro e te ne vai tranquillo! Per favore, niente chiacchiere. Sarebbe bello mettere un cartello all'entrata: Niente chiacchiere. Qui, nel palazzo apostolico, c'è l'immagine della Madonna del Silenzio, all'ascensore al piano terra; la Madonna che dice: Niente chiacchiere».

«Ho voluto scrivere un volume dedicato interamente al silenzio, alla preghiera e alla meditazione. Con l'invito a rifiutare le tre bombe di oggi racconta Fra Emiliano lo sparlare, la calunnia e l'invidia. Il silenzio è il linguaggio dell'amore, il filo conduttore del Pontificato di Francesco che è stato l'unico Papa che appena eletto ha chiesto alla piazza San Pietro gremita di fare un momento di silenzio e di preghiera. L'invito a rifuggire dal chiacchiericcio non vale solo per i cristiani o per la Chiesa. Dovrebbe essere il proposito di tutti gli uomini e le donne in questo nuovo anno».

Il tema è molto caro a Papa Francesco. Recentemente aveva sottolineato: «Facciamo uno sforzo per non chiacchierare. Il chiacchiericcio è una peste più brutta del Covid!».

Era il 24 marzo del 2019 quando Bergoglio scrisse una lettera di suo pugno autografandola al ministro provinciale dei cappuccini d'Abruzzo padre Nicola Galasso con questa richiesta: «Sarebbe bello trovare un posto, una chiesa, dove si possa dare culto pubblico alla Madonna del Silenzio». Il 13 maggio 2020 nasce il Santuario della Madonna del Silenzio. E chissà che presto come promesso dallo stesso Bergoglio il Papa non possa farvi visita.

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