Papa Francesco e il San Lorenzo football club Telefonata all'ex bomber argentino 85enne

Francisco Sanfilippo è stato l'idolo calcistico del giovane Bergoglio

Nino Materi

È stato un Natale speciale per due ex bomber argentini d'antan. Entrambi hanno avuto la gioia di un incontro ravvicinato con Papa Francesco, noto appassionato di calcio. I campioni del bel tempo che fu rispondono ai nomi di Josè Alberti, 78 anni, e Francisco Sanfilippo, 85 anni.

Tanto Alberti quanto Sanfilippo hanno il destino aggrovigliato al Club Atlético San Lorenzo de Almagro, la squadra del cuore di Bergoglio: Alberti come ex giovane promessa della squadra del quartiere Boedo di Buenos Aires (uno delle cinque grandi club argentini, assieme a Boca Juniors, River Plate, Racing Club e Independiente); Sanfilippo come ex attaccante-simbolo del San Lorenzo, forte di un palmares di tutto rispetto: «Quinto miglior marcatore della storia della Primera División argentina con 226 reti in 330 partite, nonché al settimo posto dell'analoga classifica della Nazionale di calcio argentina con 21 gol in 29 presenze. Infine primo realizzatore di sempre nella storia del San Lorenzo».

Pochi giorni prima del 25 dicembre, Josè Alberti - grazie a un'iniziativa di una storica testata napoletana, il quotidiano Roma - è riuscito a coronare un sogno: riabbracciare, quasi 60 anni dopo il loro ultimo incontro, il suo «amico di gioventù», Jorge Mario Bergoglio, diventato nel 2013 Papa Francesco. Josè e Jorge si frequentavano da ragazzi ed erano accomunati dalla fede nei colori del San Lorenzo.

Ma come si è arrivati alla «carrambata» in Vaticano tra il Pontefice e Alberti che dopo una carriera da calciatore e allenatore è oggi in tv un apprezzato opinionista sportivo?

Tutto nasce in occasione dell'ultima visita di Francesco a Napoli. In quell'occasione il Roma pubblicò un articolo di Alberti che ripercorreva la sua amicizia col giovane «padre Jorge». Successivamente José scrisse una lettera a Francesco inviandogli foto risalenti ai tempi del San Lorenzo. Immagini che non potevano non far breccia nel cuore del «tifoso» Bergoglio. Pronta la sua telefonata all'antico compagno di fede calcistica: «Vienimi a trovare in Vaticano». Era la frase che Alberti attendeva da una vita. E così Josè, insieme alla moglie e al figlio, hanno raggiunto Roma per essere ricevuti da Francesco. Ma le sorprese non erano ancora finite. Alberti ha scoperto infatti che tempo fa il Papa aveva telefonato anche al suo idolo calcistico giovanile, Francisco Sanfilippo, per informarsi sulla salute dell'anziano ex capocannoniere del San Lorenzo. Anche in quest'ultima vicenda Alberti e il Roma hanno ricoperto un ruolo deciso: durante una visita in Argentina , Alberti incontrò infatti Sanfilippo, il quale gli consegno un biglietto da recapitare al Pontefice: «Querido Papa Francesco, un fuerte abrazo», e in calce un numero telefonico.

Tramite il Roma, quel messaggio fu consegnato al cardinale Sepe che lo girò a Francesco. Una storia commuovente. Non meno toccante della trama del film del 1948, Pelota de Trapo, donato da Alberti a Bergoglio. Il Papa ha gradito. E non è un caso che Pelota de Trapo sia proprio il nome scelto dalla Fondazione Pontificia per un progetto che quest'anno «rilancerà l'impegno educativo tra i giovani attraverso la scuola e lo sport».

Con la benedizione di San Lorenzo, ovviamente.

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