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Il Papa: "Non dibatto con il presidente Usa. E La Chiesa è abituata ai venti contrari"

Leone a Yaoundé: "La paura non prevalga". Poi l'Angola

Il Papa: "Non dibatto con il presidente Usa. E La Chiesa è abituata ai venti contrari"
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"Vengo in Africa come pastore, per incoraggiare i cattolici africani. Non è affatto nel mio interesse dibattere con Trump". Approfitta, Papa Leone, del volo che da Yaoundè lo porta in Angola e della presenza di 70 giornalisti di tutto il mondo per parlare di "narrazione non del tutto accurata" avvenuta in questi giorni e chiarire così che il "confronto" con il presidente americano si è chiuso il primo giorno del viaggio. "Gran parte di ciò che è stato scritto da allora - sottolinea Leone - non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto". Un esempio è il discorso pronunciato all'Incontro di preghiera per la pace, il 16 aprile, quando il Papa ha parlato di "una umanità distrutta da un manipolo di tiranni". Quel discorso, spiega il Pontefice, "era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse". Insomma, i discorsi del Pontefice non erano e non sono una risposta a Trump. Prevost va avanti con forza nei suoi appelli alla pace. E senza pensare a ciò che viene detto, su di lui, dagli Stati Uniti.

"La Chiesa ha sperimentato tante volte, nel suo navigare lungo i secoli, tempeste e venti contrari", dice alla messa all'aeroporto di Yaoundè, davanti a una folla di 200mila fedeli. "Andiamo avanti, con coraggio e con fiducia, sempre". "La fede - sottolinea - non ci risparmia tumulti e tribolazioni, e in alcuni momenti può sembrare che la paura abbia la meglio" ma "Gesù non ci abbandona".

Nel pomeriggio Leone è arrivato a Luanda, capitale dell'Angola per proseguire il suo viaggio africano. E nell'incontro con le autorità e il corpo diplomatico, torna sul tema dello sfruttamento "alle ricchezze materiali su cui prepotenti interessi mettono le mani, anche nel vostro Paese". "Quanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali - chiosa - porta con sé questa logica estrattivista!". E ancora, dal Papa una condanna ai "despoti e tiranni del corpo e dello spirito" che "vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all'inerzia, docili e asservite al potere".

"Il malcontento - conclude -, il senso di impotenza e di sradicamento ci separano, invece di metterci in relazione, diffondendo un clima di estraneità alla cosa pubblica, disprezzo per la sventura altrui e la negazione di ogni fraternità".

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