Partite Iva in crisi, piano di Lega e Fi per aiuti più rapidi nel dl Sostegno

La proposta della Lega con la sponda di Berlusconi: "Il fisco ha tutti gli strumenti per sapere quanto hanno perso le aziende". Durigon: indennizzi a 2,8 milioni di autonomi

Partite Iva in crisi, piano di Lega e Fi per aiuti più rapidi nel dl Sostegno

Ristori ad aziende e partite Iva in tempo reale e direttamente sul conto corrente. È su questo obiettivo che si sta impostando il pressing del centrodestra sul governo Draghi per lasciarsi alle spalle ritardi ed errori del governo Conte-bis. «L'aggravamento della crisi rischia di avere ulteriori devastanti conseguenze sulle aziende che hanno già subito cali di fatturato importanti, che, in alcuni settori, come nel turismo, hanno raggiunto addirittura il 90%», ha dichiarato ieri in un messaggio video il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, aggiungendo che «per queste imprese e per le partite Iva è quindi indispensabile procedere subito con dei sostegni al fine di scongiurare migliaia e migliaia di perdite di posti di lavoro». Secondo il leader azzurro, lo Stato può e deve «rimborsare gran parte dei costi fissi alle medie e grandi imprese che hanno perso il 30% o più delle loro entrate ed anche alle piccole e piccolissime imprese che hanno perso il 70% o più del loro fatturato».

L'Agenzia delle Entrate, ha proseguito, «ha tutti gli strumenti per appurare quanto un'impresa o un piccolo imprenditore abbiano perso negli ultimi 12 mesi rispetto al 2019 e quindi per rendere possibili le erogazioni dei risarcimenti in pochi giorni». Anche la Lega è sulla stessa lunghezza d'onda. «Abbiamo chiesto rimborsi immediati sui conti correnti e poi che le decisioni prese siano attuate nel giusto tempo», ha dichiarato ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, precisando che, tuttavia, «non sarà sufficiente e sarà necessario un ulteriore scostamento di bilancio». L'obiettivo del Carroccio «è arrivare nelle case di 3 milioni di partite Iva, artigiani e commercianti entro aprile» mentre «sulla pace fiscale stiamo lavorando per cancellare circa 50 milioni di cartelle esattoriali arretrate con importi fino a 10mila euro, e se ci riusciamo sarà una boccata d'ossigeno per tantissimi italiani».

La strategia è stata argomentata dal sottosegretario leghista all'Economia, Claudio Durigon. «Sogei sta lavorando a una piattaforma per essere più veloci e snelli: noi pensiamo che entro il 30 aprile si possa in qualche modo definire tutta questa platea e l'importo che andrà a questa platea», ha dichiarato evidenziando che «sono 2,8 milioni le partite Iva che avranno l'indennizzo; non si tratterà di molto, ma è sempre bene iniziare a dare qualcosa». Lo scostamento di bilancio da discutere quando si aprirà la sessione del Def, secondo il sottosegretario, è necessario perché «il fatturato delle aziende che si è perso nel 2020 rispetto al 2019 è di 400 miliardi, e se noi mettiamo 12 miliardi significa che per il momento è una tantum, è chiaro che si tratta di poco». L'utilizzo del supporto tecnologico dovrebbe pressoché azzerare il gap tra invio della richiesta e accredito del rimborso sul conto corrente che ha caratterizzato la prima fase dei ristori. Il ministro del Turismo ed esponente del Carroccio, Massimo Garavaglia, ha ricordato che nel suo settore di competenza ci sono ancora 230 milioni di euro di aiuti rivenienti dai vecchi decreti ancora da erogare.

Sul fronte dell'opposizione, invece, Fratelli d'Italia ha messo in evidenza che «il ritardo nell'approvazione del dl Sostegno rischia di allargare il solco sociale tra garantiti e non garantiti», ha dichiarato la deputata, Ylenja Lucaselli. «Dopo il crollo dei redditi del comparto autonomi, imprenditori, partite Iva (125 milioni al giorno per un anno, secondo i calcoli di Confesercenti) è urgente sostenere quanti hanno pagato il costo più alto di un anno di limitazioni», ha concluso. Il tempo sta veramente per scadere.

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