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Pd, ora Zinga se la gode: "Prepara i popcorn, non sanno più che pesci pigliare"

Nicola Zingaretti si è fatto da parte e ora sono le correnti del Pd che lo volevano fare fuori a dover risolvere la situazione: il tempo corre e i sondaggi crollano

Pd, ora Zinga se la gode: "Prepara i popcorn, non sanno più che pesci pigliare"

Le dimissioni di Nicola Zingaretti hanno colto impreparati molti nel Partito democratico, ma non tutti. A meno di una settimana dall'annuncio di lasciare il posto come segretatio, sono tantissime le ipotesi che sono state fatte, molte delle quali vertono su teorie strategiche messe in campo da Nicola Zingaretti per rafforzare ancor di più la sua leadership nel partito, dopo un passaggio da dimissionario in attesa che l'assemblea lo riconfermi. La realtà pare sia molto distante da queste elucubrazioni, come spiega Marco Antonellis in un suo recente articolo per Tpi.it.

Pare, infatti, che le dimissioni siano davvero irrevocabili, come già spiegato con la sua viva voce domenica sera a Barbara d'Urso. "Non ci pensa proprio" a tornare a guidare il Partito democratico, fanno sapere fonti molto vicine a Nicola Zingaretti. Il governatore del Lazio, pressato dalle correnti, ha deciso di lasciare all'improvviso, senza dare la possibilità ai suoi detrattori interni di organizzarsi per avere in mano una strategia per il post. "Ora la palla è dall’altra parte, sono loro (gli oppositori interni di Zingaretti, ndr) che devono spiegarci come si esce dall’impasse", hanno riferito ad Antonellis le fonti vicine a Zingaretti.

In effetti, il governatore del Lazio è apparso molto rilassato a Canale 5 domenica sera, dove ha anche riso e scherzato con la conduttrice. È sembrato come alleggerito di un peso del quale ora dovranno farsi carico e che non è più un suo problema. Sia l'ex segretario che il suo staff sono ora curiosi di capire in che modo si risolverà la situazione del Partito democratico e in che modo le correnti arriveranno a una quadratura del cerchio che soddisfi tutti. "Noi stiamo preparando i popcorn, quelle correnti interne che volevano logorare fino alle comunali Zingaretti per poi cacciarlo e scegliere loro, con un segretario amico, chi mettere in lista alle prossime politiche (che molti big del PD ritengono ci saranno subito dopo l’elezione del prossimo Capo dello Stato, ndr) sono divise addirittura al loro interno e non sanno più che pesci pigliare", dicono ancora i fedelissimi di Zinga.

Inoltre, non tutti sanno che qualunque decisione deve ancora passare per Nicola Zingaretti, che all'interno del Partito democratico gode di una base molto importante di consensi. Come spiega Marco Antonelli, quindi, ora il Pd è in stallo: "Hanno 'costretto' Zingaretti alle dimissioni ma senza Zingaretti non hanno una maggioranza per poter eleggere il nuovo segretario". Una situazione complessa, complicata ulteriormente dal crollo nei sondaggi sopraggiunto nella settimana in cui c'è stato lo smottamento: "Senza di lui il Pd ha perso quasi il 2 per cento dei voti. Oltre un milione di persone".

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