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"Evitare il rischio elezioni": quelle trame del Pd per far pace con Renzi

Lo spettro delle elezioni è sempre più vicino e il Partito democratico sta facendo tutto il possibile per evitare il voto, che sancirebbe la vittoria del centrodestra

"Evitare il rischio elezioni": quelle trame del Pd  per far pace con Renzi

Il voto fa paura alla sinistra, che ora le sta provando tutte per non dover ricorrere alle elezioni. A spingere maggiormente per una soluzione di compromesso che avvicini le parti è proprio il Partito democatico di Nicola Zingaretti. Il segretario dem è stato intervistato da Radio Immagina e, come riportato da Huffingtonpost, non ha nascosto quale sia l'idea del suo partito in merito alla possibilità di elezioni anticipate. Lo scenario che fino a pochi giorni fa sembrava quello meno probabile, sta prendendo sempre più piede per una sorta di effetto domino che potrebbe concludersi con la relazione di Bonafede. E per tutto questo, Nicola Zingaretti attribuisce ogni responsabilità al numero uno di Italia viva: "È stata la scelta di Matteo Renzi che ha materializzato il rischio di elezioni anticipate. Quando pensavamo a una crisi al buio pensavamo esattamente a questa situazione. Tutte le posizioni ora si stanno irrigidendo. Ora dobbiamo uscirne. L’apertura della crisi ha materializzato un rischio che va in tutti i modi evitato".

Panico e paura nella maggioranza, consapevole del fatto che se si va al voto a uscirne vincitore sarà la coalizione di centrodestra, in testa in tutti i sondaggi. Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, è stato recentemente intervistato da QN e la sua visone della situazione non si discosta da quella di Nicola Zingaretti: "Il presidente Conte ha fatto molte cose buone e, come tutti gli esseri umani, ha sbagliato alcuni passaggi. Ciò detto, il quadro è chiaro: c’è una crisi difficile e assurda. Inutile girarci attorno. Bisogna evitare come la peste il ritorno alle urne. Ma non per meri calcoli elettorali, bensì per l’Italia. Quindi, noi democratici siamo con Conte. Ma lui riprenda il dialogo con Italia viva. Sia dinamico". Gli alleati del presidente del Consiglio lo esortano a riavvicinarsi a Renzi, eventualità che Conte nelle ultime occasioni ha sempre rifiutato. "I fatti sono che Matteo Renzi è in gran parte il responsabile della crisi. Non ha guardato con sufficiente attenzione al quadro complessivo. Però poi bisogna aggiungere che esiste un punto di equilibrio", ha proseguito Marcucci.

L'uomo chiave a cui si appella il Partito democratico per riavvicinare Italia viva e il governo è Goffredo Bettini, che nella sua complicata azione diplomatica ha quest'oggi chiesto un passo avanti anche a Matteo Renzi: "Dimostri effettivamente di avere il senso non dell’errore ma un po’ del salto nel buio che lui ha procurato e incominci in Parlamento a dare qualche segnale, se ci sono delle aperture". Dalla parte di Conte su Il Mattino si è schierato anche Stefano Bonaccini, che ammette di stimarlo: "Ritengo che Conte abbia tutti i titoli per formare un nuovo Governo per affrontare i problemi che ho indicato, sostenuto da tutti coloro che sono chiamati a compiere una scelta per l’Italia". Il presidente della Regione Emilia Romagna ha, quindi, esortato Conte a mettere da parte i rancori: "Non concepisco i veti personali. La politica ha il compito di trovare soluzioni e dare risposte concrete non di arroccarsi su veti personali. Vale per Conte come vale per Renzi".

Nella sua ultimi intervista a La Stampa, Sandra Zampa è orientata a una strategia aggressiva e non attendista, con tutti i rischi del caso: "Conte fa bene ad andare avanti, la relazione Bonafede va portata al voto, magari l’esito è incerto, ma arriverà un chiarimento: in quel caso ognuno si assumerà la propria responsabilità e se andrà male si andrà alle urne". Il sottosegretario alla Salute continua a sostenere che se si dovesse arrivare da Mattarella allora le elezioni saranno inevitabili ma non esclude che possano esserci ancora margini di manovra per evitare le elezioni: "Renzi ha creato questo pasticcio e ora cerchi una soluzione. La proponga lui: chieda di sedersi a un tavolo in una forma istituzionale, dicendo che la condizione che si è creata è grave, per un errore nella loro valutazione. Vale per tutti e non solo per lui, anche per i suoi. Fino a quando i parlamentari di Iv pensano che prima o poi qualcuno cederà, non si andrà lontani".

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