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Il Pd vuole bloccare la piazza di Salvini. "Non è democratica"

La richiesta dei dem di Milano contro l'evento della Lega e dei Patrioti in piazza del Duomo

Il Pd vuole bloccare la piazza di Salvini. "Non è democratica"
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C'è chi dice no. C'è chi vorrebbe impedire alla Lega di scendere in piazza. Di manifestare. Il Pd ha pensato bene di ingaggiare l'ennesima battaglia contro la libertà di manifestare. La dem Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano, ha chiesto che la manifestazione del 18 aprile organizzata da Matteo Salvini (nella foto) in piazza Duomo non si faccia. Lo ha scritto nero su bianco in una lettera al Prefetto e al Questore. Nella missiva scrive che la manifestazione (che vede la partecipazione di politici democraticamente eletti in tutta Europa) è incompatibile con "l'identità civile e democratica di Milano".

Salvini, oltre a farsi una risata, replica che l'evento ci sarà e svela il titolo: "In Europa padroni a casa nostra". Sarà questa l'enorme scritta che apparirà alle spalle dei leader europei dei partiti di destra che si avvicenderanno sul palco.

Per il Pd, però, la manifestazione "vìola palesemente la Costituzione". Salvini si dice fiducioso: "Sono sicuro che anche chi non la pensa come noi non si metterà di traverso". E poi cita "la presidente del Consiglio comunale di Milano che ha scritto al Prefetto e al Questore: Non date il permesso. Essendo in un Paese libero e democratico continua Salvini - abbiamo invitato forze di governo e di opposizione di tutta Europa, decidere chi ha diritto di andare in piazza Duomo a portare le proprie idee e chi non potrebbe farlo è curioso", afferma il leader del Carroccio.

In piazza ci saranno i rappresentanti dei popoli europei, per "un'Europa che aiuti gli Stati a crescere e non a indebolirsi e che aiuti i giovani a crescere e non a fuggire" dice Salvini. È questo il senso della manifestazione. Sicuramente sappiamo già che in piazza Duomo non ci saranno le bandiere della pace. "Pace non vuol dire andare in piazza Duomo con la bandiera della pace, peace & love, vuol dire lavorare perché la diplomazia torni a contare e non siano la forza e le armi a dover decidere", spiega Salvini, sottolineando che si parlerà di lavoro, giovani, sicurezza e, "visto il momento", di pace.

Gli fa eco il sottosegretario leghista Alessandro Morelli che al telefono ribadisce "noi andiamo avanti senza paura". Poi, aggiunge che i dem sono "i soliti democratici a targhe alterne".

In che senso? "Beh, quando anarchici e centri sociali devastano le nostre città con le loro manifestazioni rimangono in silenzio; quando invece si vuole manifestare pacificamente per difendere valori, tradizioni e identità, cercano di vietare la manifestazione e censurare il pensiero di milioni di italiani".

E mentre il Pd cita l'articolo 3 della Costituzione, l'eurodeputata e vicesegretaria della Lega Silvia Sardone sostiene che i dem non vogliono "che a

Milano ci siano eventi di confronto dal respiro internazionale" e ribadisce "il no al fenomeno dell'islamizzazione". Un fenomeno che come già raccontato più volte dal nostro riornale non va ignorato. Anzi, va attenzionato.

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