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Il Pd vuole "inclusione" anche per i criminali

Firenze arruola volontari per promuovere "la pace tra i popoli" nelle zone degradate. Guai a chiamarle ronde

Il Pd vuole "inclusione" anche per i criminali
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Firenze "scopre" la criminalità e tenta di correre ai ripari per garantire la sicurezza dei cittadini esasperati. Peccato, però, che l'unica arma sfoderata dall'Amministrazione targata Pd è quella dell'ipocrisia, messa nero su bianco in un avviso pubblico per reclutare volontari da impiegare gratuitamente nei parchi verdi, diventati terra di nessuno.

Insomma, se da un lato il sindaco dem Sara Funaro si erge a paladina contro le ronde di destra, stracciandosi le vesti per smentire che Firenze abbia un problema di sicurezza, dall'altro ammette che la culla del Rinascimento è ormai fuori controllo e, anziché impiegare i vigili urbani in operazioni contro la delinquenza, mette al bando delle ronde mascherate dietro un modello di controllo del territorio progressista, necessario alla "promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata". Il tutto a totale costo zero per Palazzo Vecchio e ad altissimo rischio per i futuri volontari, in un corto circuito di regole aleatorie e problemi operativi. L'avviso pubblico, diramato dalla Direzione del Corpo di Polizia locale del Comune di Firenze che si rivolge alle associazioni del Terzo settore, mira a individuare, sotto l'egida della promozione tra i popoli e della difesa non armata, semplici cittadini che possano diventare una sorta di guardiani delle aree verdi ormai ostaggio dei criminali, come le malfamate Cascine, dove spaccio e rapine la fanno da padrone.

E dove la sinistra che governa la città, anziché impiegare in quelle zone a rischio i 900 vigili urbani formati e armati, trasforma in bersagli di spacciatori e violenti la gente comune, che avrà il compito, come si legge nel bando, di "prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, promuovere l'inclusione, dissuadere ogni condotta illecita e prevenire fenomeni che comportino turbative". Senza percepire nemmeno un euro, gruppi di almeno due volontari, con un minimo di cinque squadre per quartiere, dovranno effettuare il loro servizio di sicurezza "solidale" per almeno tre giorni a settimana dalle 15 alle 20, con la possibilità di estendere il turno fino alle 24, passeggiando nei parchi armati esclusivamente del cellulare, attraverso il quale dovranno segnalare alla Municipale qualsiasi situazione di degrado e pericolo, ma senza intervenire, bensì rimanendo in attesa dell'eventuale arrivo di una pattuglia. Sperando, nel mentre, di non finire aggrediti e malmenati.

L'avviso pubblico scadrà il prossimo 20 aprile, ma intanto contro l'ultimo delirio progressista è intervenuta la Lega. Secondo il Comune, dei cittadini si dovrebbero sostituire ai vigili urbani nell'opera di prevenzione del crimine? Non sarebbe, invece, il caso di impiegare maggiormente sul territorio la forza pubblica locale, invece che reclutare volontari per pattugliare determinate zone", si domanda il capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale, Guglielmo Mossuto. "Una domanda lecita che, come al solito, rimarrà senza risposta. Da Palazzo Vecchio (udite, udite...) si prende, dunque, atto che vi sia in città un'effettiva delinquenza, capillarmente presente e non solo percepita", prosegue Mossuto, "e cosa si fa? Si chiede ai fiorentini di perlustrare le zone più sensibili pur avendo a disposizione un organico di circa 900 agenti.

In tal modo, si rischia di mettere direttamente a repentaglio l'incolumità di questi volontari". Il leghista si chiede infine "come verranno etichettati questi addetti al controllo cittadino?". Sicuramente, vista la fantasia, il sindaco Pd troverà un nome alternativo per queste ronde democratiche.

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