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Pensioni da sogno e sempre più stranieri: così la Sicilia diventa il nuovo Portogallo

Con l'ultima legge di stabilità regionale rimborsi Irpef fino al 60%. Poi clima mite e case a un euro: trasferirsi conviene

Pensioni da sogno e sempre più stranieri: così la Sicilia diventa il nuovo Portogallo
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Per decenni il Portogallo è stato il paradiso in terra per i pensionati europei: regimi fiscali agevolati, un clima perfetto e una vista mozzafiato sull'oceano. Ora il vento sta cambiando e la bussola del benessere punta decisa verso il centro del Mediterraneo. L'Italia ha lanciato il guanto di sfida, trasformando la Sicilia nella nuova frontiera della pensione dei sogni.

Grazie a un rimborso dell'Irpef del 50% per tutti coloro che dall'estero si stabiliranno in Sicilia, trasferendo il proprio domicilio fiscale in un Comune dell'Isola, la perla del Mediterraneo non offre più "solo" una qualità della vita inestimabile, borghi medievali sospesi nel tempo e una tradizione gastronomica che è patrimonio dell'umanità. Oggi la Sicilia offre anche una strategia finanziaria intelligente.

Questo è quello che prevede, in linea con l'ultima legge di Stabilità, il decreto dell'assessore regionale all'Economia Alessandro Dagnino, approvato ieri dalla giunta. "Con questa misura - ha spiegato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani - offriamo un incentivo sia agli stranieri che scelgono di vivere in Sicilia, magari per beneficiare del suo stile di vita, sia agli emigrati, e in particolare i più giovani, che vogliono tornare a vivere nell'Isola".

Per ottenere lo sconto Irpef, della durata di tre anni, bisogna seguire delle semplici regole: trasferirsi in Sicilia e mantenere la residenza almeno fino al 31 dicembre dell'anno successivo al trasferimento; essere titolari di una pensione o produrre reddito e acquistare un immobile abitabile o dimostrare di realizzare interventi edilizi su una proprietà situata nel territorio. Un piano reso ancora più accattivante dal fatto che moltissime abitazioni, anche storiche, nelle aree più rurali, siano in vendita a un euro. Inoltre, nel caso di trasferimento in comuni con meno di 5mila abitanti, l'ammontare del contributo potrà salire fino al 60% dell'Irpef versata, ma sempre entro i 100mila euro l'anno per ciascuno dei tre anni di durata dell'intervento.

Non si tratta di una novità assoluta, sono anni che l'Italia sta cercando di riposizionarsi nel panorama mondiale come il luogo ideale dove vivere, offrendo non solo uno stile di vita lento e delle bellezze naturali difficili da trovare altrove, ma anche un sistema fiscale favorevole. In seguito alla disposizione inserita dalla legge di bilancio 2019, è infatti stata introdotta una flat tax al 7% per i pensionati residenti all'estero che decidono di trasferire la loro residenza in Italia. Nel dettaglio, il trasferimento deve avvenire in un comune del sud Italia (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia), o in quelli colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 in Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo, aventi una popolazione inferiore a 20mila abitanti.

L'obiettivo è

chiaro: superare il modello lusitano e diventare il nuovo paradiso dei pensionati stranieri, ma anche di chi decide di tornare in Italia, unendo il vantaggio economico al privilegio di vivere nel cuore della Grande Bellezza.

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