Perché dobbiamo difendere la libertà come principio

Dall'inviolabilità del domicilio al coprifuoco, dal pass per muoversi tra regioni alle censure social, mai come oggi la libertà è un valore da conservare e tutelare

Perché dobbiamo difendere la libertà come principio

In tempi in cui i diritti costituzionali sembrano essere sempre più in discussione, la difesa della libertà diventa un valore primario in ogni ambito della società. Coniugare la libertà con la salute è una delle sfide principali dei nostri giorni ma nell’opinione pubblica sta passando un messaggio che rischia di essere pericoloso; ovvero che diritto alla salute e diritto alla libertà sono due concetti tra loro antitetici.

Ciò che più fa riflettere è non solo la leggerezza con cui sono accettate misure impensabili prima della pandemia ma la creazione di numerosi precedenti che in futuro potrebbero essere presi come spunto per reintrodurre nuove limitazioni. Occorre perciò difendere alcuni principi basilari per ogni democrazia, uno di questi è l’inviolabilità del domicilio. Ha fatto discutere nei giorni passati il caso dell’attore Alessandro Gassmann che ha pubblicato un tweet raccontando di aver “fatto il proprio dovere” per aver chiamato la polizia a causa di una festa nel giardino di casa organizzata dai vicini. Il suo comportamento sottende una mentalità da “cittadino sceriffo” che collima non solo con comportamenti di buon senso che sarebbero necessari in questo periodo ma anche con un principio basilare di ogni democrazia che è l’inviolabilità del domicilio. Denunciare un gruppo di giovani che si riunisce in casa propria, è una decisione che richiama alla mente quanto avveniva nei regimi totalitari, in particolare nella Germania dell’Est in cui operava la Stasi.

Con il covid è passato un messaggio tra i cittadini che rischia di diventare pericoloso se assunto a norma; in nome del contrasto alla pandemia, si possono limitare le libertà personali per motivazioni di carattere sanitario. Il problema è che, soprattutto per un virus che la comunità scientifica sta imparando a conoscere con il passare dei mesi, il confine tra misure utili da un punto di vista sanitario e scelte politiche, è molto labile.

Così, ha suscitato enormi proteste la decisione di prorogare il coprifuoco alle 22 addirittura fino al 31 luglio e, anche gli esperti, si sono interrogati sulla reale utilità di una scelta che avrebbe più che altro una funzione deterrente. Secondo il coordinatore del Cts Franco Locatelli: “fissare un’ora di restrizione al movimento è una strategia prudenziale per mantenere una situazione di controllo dei contatti sociali che possono avvenire la sera ed essere connotati da un particolare profilo di rischio”.

Torniamo così di nuovo alla difesa del principio; il coprifuoco a oltranza è una misura che si può accettare in una democrazia? Una domanda che è lecito porsi anche in merito alla carta verde per muoversi tra regioni che infatti è stata duramente criticata dal Garante per la privacy che ha inviato un avvertimento formale al governo.

È proprio il tema della libertà ad essere affrontato in un libro appena pubblicato di George Orwell intitolato “La dittatura del pensiero unico”, curato dal vicedirettore del quotidiano “La Verità” e in vendita nelle edicole.

Cervo compie un’attenta opera di raccolta degli scritti di Orwell che, riletti con gli occhi di un contemporaneo, assumono una straordinaria (e inquietante) attualità. Leit motiv è il concetto di libertà e il tentativo di abolirlo e distruggerlo come denuncia anche il filosofo Michel Onfray nel suo libro “Teoria della dittatura”.

Mai come oggi, scrive Cervo: “il potere stesso, come nella micidiale prosa del più noto dei libri di Orwell, si era reso così necessario, apparentemente neutrale, trasparente - cioè non visibile - anche al netto die suoi passeggeri e incespicanti interpreti. Mai tra tecnica e politica l’attrito e l’abbraccio si erano fatti così arroventati".

Rileggere le pagine di Orwell è un toccasana per scardinare una serie di dogmi ormai entrati a far parte della nostra quotidianità: “dagli ormai insopportabili paragoni a sfondo sanitario di ogni discorso politico […] alla mostrificazione di ogni dissento”.

C’è una frase che ognuno di noi dovrebbe sempre tenere a mente, soprattutto di questi tempi, ripresa da Orwell ma pronunciata da Rosa Luxemburg ed è che la vera libertà è “la libertà dell’altro”, rispettiamo la libertà altrui per difendere la nostra libertà.