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Petardi alle prove della parata: 30 cavalli in fuga nella capitale. Agenti feriti, le ombre sui vigili

Animali spaventati durante le prove per il 2 giugno Si indaga sui razzi sparati, abbattuto un animale

Petardi alle prove della parata: 30 cavalli in fuga nella capitale. Agenti feriti, le ombre sui vigili
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Quattro persone sono rimaste ferite nel bizzarro incidente avvenuto a Roma nella tarda serata di venerdì, prima delle prove generali per la parata del 2 giugno alle Terme di Caracalla. Una trentina di cavalli, spaventati da alcuni fuochi artificiali sparati probabilmente da un vigile urbano nei pressi del raduno, si sono lanciati al galoppo tra le auto lungo la vicina via Cristoforo Colombo, una strada di scorrimento veloce a molte corsie che porta verso l'Eur. La cavalcata degli animali, bardati per la cerimonia e imbizzarriti, è stata ripresa da numerosi cittadini e i video, finiti sui social, sono diventati virali. Diverse automobili sono state danneggiate ma non sono segnalati feriti tra gli automobilisti. Nel tentativo di frenare i cavalli e nelle operazioni di recupero una soldatessa dei Lancieri di Montebello ha riportato fratture alle costole un versamento ai polmoni ed è stata ricoverata all'ospedale San Giovanni assieme a un'agente di polizia che ha riportato escoriazioni e lividi al volto. Ferite più lievi per altri due militari dell'Esercito. Gli animali sono stati tutti recuperati: una quindicina di essi ha riportato ferite ed è stata affidata alle cure dei veterinari mentre per uno si è reso necessario l'abbattimento.

I carabinieri, con la collaborazione della polizia locale, hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell'accaduto. Pare che prima delle prove della parata per la festa della Repubblica, in un momento in cui militari e forze dell'ordine non erano ancora in sella agli animali, siano partiti da via Baccelli, la strada in discesa che porta alle Terme di Caracalla, dei fuochi artificiali, a distanza molto ridotta dai recinti e dai mezzi adibiti al trasporto dei cavalli. I primi animali a imbizzarrirsi sono stati quelli della fanfara dei Carabinieri, che hanno "contagiato" quelli della Polizia e dei Lancieri di Montebello. Tutti si sono lanciati all'impazzata per le strade vicine, raggiungendo presto la Colombo, per fortuna a quell'ora non troppo frequentata. È stata in questa fase che i militari e la poliziotta hanno riportato le ferite nel tentativo di fermare gli equini. I pochi automobilisti presenti si sono comunque impauriti e sono stati costretti a manovre improvvise che hanno provocato due piccoli incidenti, piuttosto lievi. I cavalli hanno percorso diversi chilometri prima di essere fermati all'altezza dell'obelisco dell'Uur in piazzale Kennedy.

La polizia locale ha avviato una sua indagine per accertare chi dei suoi agenti abbia acceso i fuochi. Si parla in particolare di un vigile di 51 anni che è stato ascoltato dagli investigatori, come anche altri suoi colleghi presenti al momento dell'incidente. Uno di loro avrebbe raccontato che i fuochi sono una tradizione che da anni accompagna la serata delle prove. Un'attività quasi certamente tollerata ma non autorizzata e tanto più grave quanto perpetuata da chi dovrebbe tutelare l'ordine pubblico. È infatti quanto meno bizzarro che nessuno abbia pensato alle conseguenze che questa rumorosa abitudine possa avere su animali notoriamente sensibili come i cavalli.

In ogni caso i fuochi sono stati esplosi da più punti e gli investigatori stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza disponibili per capire quale possa essere stato il colpo che ha scatenato la fuga dei cavalli e chi lo abbia fatto partire.

AnCu

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