Pinotti costretta alle scuse: "Abbiamo sbagliato"

Oggi il ministro gaffeur è stato costretto a scusarsi: "Sì ieri abbiamo sbagliato a dare per buone alcune foto pubblicate dalla stampa per annunciare l’invio dell’Esercito nei luoghi colpiti da maltempo e terremoto"

Pinotti costretta alle scuse: "Abbiamo sbagliato"

Mercoledì aveva pubblicato le foto dei nostri militari intenti a spalare enormi cumuli di neve: “Personale e mezzi dell’Esercito già operativi nelle province di Teramo e Chieti per #emergenzaabruzzo”, aveva twittato il ministro della Difesa Roberta Pinotti dal suo account ufficiale. Peccato che quelle foto risalissero al lontano 5 febbraio del 2014 e fossero state scattate, nel Veneto, in occasione dell’emergenza neve nelle province di Belluno e di Treviso.

A denunciare la foto “fake” è stato Paolo Domenico Attivissimo, un blogger “acchiappa bufale” che dal suo blog – il “Disinformatico– ha denunciato: “la foto principale che accompagna il tweet (della Pinotti) è falsa: circola in Rete almeno dal 2014. Ed è lì da un giorno intero senza che nessuno la rimuova, nonostante il fiume di segnalazioni. Non solo: anche varie testate giornalistiche, compresa l’Ansa, l’hanno pubblicata spacciandola per una foto dei soccorsi attuali”.

Così, oggi, il ministro gaffeur è stato costretto a scusarsi: “Sì ieri abbiamo sbagliato a dare per buone alcune foto pubblicate dalla stampa per annunciare l’invio dell’Esercito nei luoghi colpiti da maltempo e terremoto. Fra le varie immagini scelte, ce n’erano infatti alcune non attuali. Abbiamo sbagliato e chiediamo scusa a tutti”.

“Ma i soccorsi dei nostri militari – prosegue la Pinotti – non sono una bufala. Ringraziamo chi ci ha gentilmente segnalato l’errore, ma non possiamo accettare che venga messo in dubbio il lavoro di uomini e donne che stanno aiutando le migliaia di persone in difficoltà per neve e terremoto”.

La Pinotti corregge il tiro allegando “una foto scattata in queste ore a Nommisci, nei pressi di Amatrice”. Stavolta il ministro distratto sembra aver verificato la genuinità dello scatto garantendo che questa è “una foto vera”. Si tratta di una lezione di umiltà, secondo il blogger che, sempre dalle colonne del suo Disinformatico puntualizza: “Prima di tuonare altezzosamente contro le false notizie diffuse dal popolo della Rete, sarebbe dignitoso se le cariche dello Stato e chi fa giornalismo per lavoro si dessero un minimo da fare per non pubblicarne”. Un monito che, riflettendoci bene, suona come l’intramontato detto: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.