Porte aperte agli immigrati

La Gran Bretagna dice no al piano Ue: bisogna respingerli anche contro la loro volontà

Porte aperte agli immigrati

Sull'immigrazione, la montagna Europa si è spaccata e ha partorito un topolino, per di più dai contorni indefiniti. Lasciamo ad altri il compito di enfatizzare l'accordo raggiunto ieri a Bruxelles e definito dalla ministra Ue Federica Mogherini «un passo da gigante». In sintesi l'Europa, se ho capito bene, ha deciso di prendere tempo sul via libera all'uso della forza per fermare gli scafisti e di ripartire per «quote» nazionali l'accoglienza di profughi già sul territorio europeo e di altri 20mila già ospitati in centri di accoglienza all'estero. Noi la pensiamo come il ministro degli Interni inglese, Theresa May, che sul Times di Londra aveva anticipato ieri il suo giudizio negativo e il rifiuto di accogliere un solo immigrato in più: «I migranti - ha detto la signora - dovrebbero essere respinti e basta, un approccio diverso non fa che favorire le traversate e incoraggiare ancora più persone a mettere la loro vita in pericolo».

Quella inglese (Danimarca, Irlanda, Repubblica Ceca e Slovacchia sono sulla stessa linea) mi sembra l'unica politica di buon senso. A esprimerla non è un pericoloso razzista, ma l'autorevole membro di un autorevole governo conservatore di un autorevole Paese culla della democrazia europea e mondiale. Il tutto sul più autorevole quotidiano europeo che ha pubblicato senza battere ciglio. I casi sono due: o il premier Cameron, appena rieletto a larga maggioranza, è diventato di colpo leghista, o dobbiamo ammettere che le posizioni sostenute dal presunto matto Matteo Salvini (e modestamente da noi fin da tempi non sospetti) sono in linea con le tradizioni del conservatorismo liberale e con i principi di libertà e giustizia.

Dobbiamo prendere atto, se mai ce ne sia stato bisogno, che l'adesione acritica dell'Italia a questo trattato dimostra che quello di Renzi è un governo di sinistra fortemente condizionato dall'ala più estrema del Pd. E, ovviamente, è la controprova del fatto che il ministro degli Interni Alfano - ieri esultante - sia di sinistra e il suo partito assolutamente inutile a chi vorrebbe rappresentare.

La sintesi è che ci terremo gli immigrati esattamente come li abbiamo subiti in questi anni. Ma da oggi, con la decisione di Cameron, siamo meno soli nel sostenere la necessità di bloccare gli sbarchi. Certo, ci vorrebbe anche un grande partito italiano, oltre alla Lega, che abbia il coraggio di essere conservatore.

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