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"Come è possibile essere tristi quando un popolo torna libero?"

La modella venezuelana Aida Yespica: "C'è solo da far festa"

"Come è possibile essere tristi quando un popolo torna libero?"
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"Mia sorella mi ha svegliato e mi ha detto che gli americani avevano arrestato Maduro. Nel letto, vicino a me, c'era la mia nipotina. L'ho baciata, poi mi sono alzata e ho abbracciato mia sorella".

Aida Yespica oggi ha 43 anni, ne aveva 17 quando è arrivata in Italia. La maggior parte della sua vita l'ha passata qui da noi, ottenendo un grande successo nel mondo della moda e dello spettacolo. Però è ancora venezuelana venezuelana. Lo senti da come parla. Sia dal tono, dalla nostalgia che esprime, sia persino dalla pronuncia che non ha perduto niente del carachegno.

Quindi lei era contenta della notizia che le dava sua sorella?

"Contenta? Feliz! Pensi che la sera prima ero andata alla fontana di Trevi con la mia nipotina e avevo gettato una moneta. Come desiderio ho detto una parola sola: pace. Pace per il mondo ma soprattutto pace per il mio paese che non vede la pace da 27 anni".

Dice che la Fontana l'ha esaudita?

"Sì, sì, incredibile".

Lei ha ancora dei parenti in Venezuela?

"Sì, mia madre e qualche fratello. Degli altri fratelli sono scappati in Ecuador".

Perché sono scappati?

"Perché in Venezuela c'era troppa violenza, L'opposizione organizzava delle manifestazioni contro Maduro e il governo, e i maduristi le attaccavano, armati, e sparavano e uccidevano".

Per questo sono scappati i suoi fratelli?

"Sì, ma anche perché non c'era più da mangiare. Mancava persino l'acqua in molti quartieri. La povertà divorava tutti".

Qual era secondo lei l'obiettivo politico di Maduro?

"Lui voleva fare diventare il Venezuela come Cuba. E ci stava riuscendo".

Come definirebbe Maduro?

"Un comunista, un tiranno".

Quando ha lasciato il Venezuela?

"Sono venuta via dal Venezuela nel 1999, quando ha preso il potere Chavez".

All'epoca era una ragazzina?

"Sì, avevo 17 anni".

È scappata perché non le piaceva Chavez? Aveva paura?

"No, con Chavez era tutto più tranquillo. C'era anche meno povertà. Un barlume di democrazia. Con Maduro è stata la rovina totale. Sempre peggio, sempre peggio".

Lei come giudica questa iniziativa militare di Trump?

"Un bene. E speriamo che abbia buone conseguenze. Ci sono tantissime aspettative, non vorrei che fossero deluse".

Qual è il sogno e qual è il rischio?

"Noi speriamo che il paese torni prospero, che ci sia da mangiare per i poveri, per tutti".

E il rischio?

"Un presidente di una grande potenza che prende in mano un altro paese non va tanto bene".

Cosa dovrebbe fare Trump?

"Prendere i narcos, sì, ha preso il Chapo. Benissimo, questa è un'ottima cosa. Ora ha preso Maduro. Però qui deve lasciare che governino i venezuelani, non può governare Washington".

Chi dovrebbe governare?

"Per esempio Corina, che ha vinto anche il nobel per la pace".

Corina Machado?

"Sì lei. Io vorrei che fosse lei a prendere il posto di Maduro".

Sarà così?

"Speriamo. Ma Trump mi pare che non voglia".

E allora chi?

"La vice presidente, se ho capito bene, sta trattando con gli americani. Temo che sarà lei a governare".

Comunque peggio di Maduro non c'è niente

"Oh, no. Io ringrazio Trump. Ci ha dato speranze e libertà".

Cosa le hanno detto sua madre e i tuoi fratelli? Che clima si respira ora?

"Parlo poco con la mia famiglia. Però delle notizie le ho avute. C'è paura e tanta speranza. Il clima è questo".

Perché lei è venuta in Italia?

"Era morto mio padre. Io vivevo sola con lui. Quando è morto ho deciso di provare in Italia. Volevo cercare di lavorare nel mondo della moda".

Com'era la vita sotto il regime di Maduro?

"Mia madre era diventata magra magra. Dice che faceva la fila dalle 5 del mattino per avere qualcosa da mangiare e alla fine otteneva un pugno di riso. La gente si ammazzava per avere delle medicine".

Però le elezioni Maduro le ha vinte tre volte?

"Sì, coi brogli".

I venezuelani oggi festeggiano?

"In tutte le parti del mondo".

Solo in Italia c'è una parte politica che è diventata triste perché sta con Maduro.

"Già. Come si può essere tristi davanti ad un popolo che può tornare ad essere libero? Meglio lasciare il Venezuela nelle mani di un tiranno? Per noi venezuelani oggi c'è solo da festeggiare".

Ci sono dei governanti dell'America latina che le piacciono?

"Mi piace Bukele, il presidente del Salvador. Lui è bravissimo. Ha stroncato la criminalità. Lui governa con la testa ma anche col cuore. Ci vorrebbero cento Bukele in America latina".

Chi altro le piace in America latina?

"Milei, il presidente dell'Argentina. Un liberale vero".

La Meloni?

"Mi piace tantissimo. È una vera leader, una statista. Meloni è una donna straordinaria".

Via Maduro ma restano i suoi?

"Si, temo che il comando sia ancora nelle mani di uomini come Diosdado Cabello, un uomo pericolosissimo. Vanno deposti tutti gli ex maduristi".

Circolava molta droga in Venezuela?

"Sì, molta".

Chi c'era alla testa del giro di droga?

"Si dice che il figlio di Maduro fosse alla testa del cartello della droga".

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