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Il potere terapeutico del perdono sincero concesso da Davide

In una lettera precedente al processo aveva scritto di aver perdonato il gruppo di giovani che lo ha accoltellato e di essere dispiaciuto per ogni giorno che trascorrono in galera invece di vivere il mondo

Il potere terapeutico del perdono sincero concesso da Davide
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Q uando hanno letto la sentenza contro il suo aggressore, a cui sono stati comminati 20 anni di pena, Davide Cavallo ha reagito esclamando: "Ma sono tanti". In una lettera precedente al processo aveva scritto di aver perdonato il gruppo di giovani che lo ha accoltellato e di essere dispiaciuto per ogni giorno che trascorrono in galera invece di vivere il mondo. È una lettera piena di amore per la vita e per l'altro diverso da sé. Descrive però anche la sua via crucis ospedaliera, la sofferenza e la paura di non poter tornare a correre e cantare. La narrazione è così coinvolgente che non si può fare a meno di provare rabbia nei confronti dei carnefici che lui ha perdonato. Un perdono che i genitori di Davide non riescono a concedere tanta deve essere stata la riattivazione della paura arcaica e insuperabile di ogni genitore rispetto alla perdita del figlio. Simone prova a superare il trauma elaborandolo, mentre ai genitori serve una riparazione nella realtà. Un desiderio di punizione e restituzione che la legge ha soddisfatto e che potrà aiutarli ad attraversare il dolore. L'avvocato descrive la vittima come una persona di grande moralità. La sua lezione però sembra quella di un uomo ipermorale, disposto a sacrificare la sua integrità psicofisica per una causa più alta, rappresentata dall'amore per i suoi simili che percepisce come fratelli nonostante il grave danno subito. È trascorso circa un anno da quella notte infernale. La soluzione morale del perdono risolve un conflitto psichico importante se ambivalenza, odio, desiderio di vendetta sono elaborati senza essere rimossi negando a se stessi la spinta aggressiva trasformata in un abbraccio, se il peso del sacrificio non è dettato da una visione ideale dell'uomo e del mondo. Se non c'è costrizione psicologica e masochismo morale il perdono è una vera manna terapeutica. Gli effetti sul benessere psicofisico sono tanti.

Si smette di ruminare sull'accaduto, si disattiva la rabbia, diminuiscono ansia e stress, calano i sintomi depressivi e si ricominciano a regolare le emozioni con un miglioramento delle relazioni e un recupero di fiducia e di senso della vita che spesso, dopo un trauma come quello vissuto da Davide, rischiano la cronicità.

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