A Pozzallo i 32 libici della "Alan Kurdi"

Nessuna emergenza, ma per il ministero c'erano "condizioni di vulnerabilità"

Sono approdati a Pozzallo, in provincia di Ragusa, i 32 migranti presi a bordo della nave Alan Kurdi dagli attivisti della Ong tedesca Sea Eye la notte di Natale. L'allarme era stato lanciato da Alarm Phone, il call center di riferimento per i migranti che si trovano in difficoltà nel Mediterraneo, e raccolto dall'organizzazione umanitaria tedesca che, una volta trasbordati i migranti sulla propria nave a 17 miglia dalle coste libiche, ha chiesto un porto sicuro a Malta oltre che all'Italia. Il classico di Natale (e non solo) è andato in scena con il «no» della Valletta all'autorizzazione allo sbarco e, allora, ci ha pensato ancora una volta l'Italia: il Viminale ha assegnato il porto di Pozzallo, dove la nave è attraccata ieri mattina.

I nuovi arrivati, che saranno ricollocati secondo l'accordo raggiunto a Malta, sono più che altro nuclei familiari libici con bambini al seguito, come ha riferito il sindaco Ammatuna. «È il primo salvataggio di cittadini libici, sintomatico della gravissima guerra civile che al momento investe la nazione» - ha detto. Questa informazione, che sarà accertata dalla polizia giudiziaria già al lavoro per identificare i migranti sbarcati, sarebbe potuta bastare, invece no. La Organizzazione non governativa sabato ha effettuato una richiesta urgente a Malta per lo sbarco di una decina di migranti (la donna in gravidanza con 6 bimbi, in parte suoi) parlando di «condizioni critiche». Per fortuna i migranti stanno tutti bene, tanto che, dopo la visita medica effettuata in banchina al porto di Pozzallo, sono stati condotti nel vicino Hotspot, fuorché la donna incinta che è in buone condizioni, ma si è preferito monitorarla in ospedale per garantirle maggiore sicurezza, e con lei uno dei figli piccoli, e un altro bambino dei dieci minori presenti in questo sbarco è stato messo sotto osservazione per sospetta bronchiolite. Non c'è nessuna emergenza medica né ci sono casi di scabbia, segno di una breve permanenza nelle «connection house» (capannoni di detenzione) prima di affrontare il mare. Eppure anche dal Viminale hanno giustificato l'assegnazione del porto parlando di «condizioni di vulnerabilità» dei migranti aggiungendo che «per alcuni è stata chiesta l'evacuazione medica».

«Altri sbarchi, altri soldi...» ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando di «governo complice» e aggiungendo di non vedere l'ora di «andare a processo per difendere l'onore» del suo Paese. È accusato di sequestro di persona per avere negato lo sbarco ai 131 migranti a bordo della nave Gregoretti. La sinistra invece esulta per il cambiamento di indirizzo del governo di Giuseppe Conte in tema di sbarchi rispetto al governo giallo-verde, spalancando i porti a chiunque ne faccia richiesta. «Pozzallo è, ancora una volta, il porto sicuro dove far attraccare chi ha bisogno di assistenza e di sicurezza» dice il sindaco Ammatuna che ringrazia il prefetto Michele Di Bari, capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione che lo ha contattato per informarlo dello sbarco, e il prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza «per il rispetto dei rapporti istituzionali, segnale chiaro di un cambiamento all'interno del ministero degli Interni che lascia ben sperare per il futuro». E conclude: «La città di Pozzallo è pronta, come sempre ad ospitare al meglio chi ha bisogno e si adopererà per dare loro la migliore accoglienza possibile».

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