Precipitò dal balcone Bimba subì anche violenza

L'autopsia sulla piccola Fortuna ha rivelato «numerosi abusi». La mamma: «In molti sanno, ma nessuno parla»

Una disgrazia alla quale gli inquirenti non hanno mai creduto. Fortuna «Chicca» aveva solo sei anni, quando, a mezzogiorno del 24 giugno scorso, cadde da un balcone dell'edificio dove viveva, schiantandosi sull'asfalto. Sembrava una vicenda da archiviare subito, invece, la morte di Chicca è diventato un caso di omicidio, di difficile risoluzione. Non solo: l'autopsia sul corpicino della bimba ha rivelato che la vittima aveva subito anche delle violenze sessuali. Atroce.

Scenario di questa barbarie, il popoloso e ad alta densità criminale, «Parco verde» di Caivano, situato a nord di Napoli. È il rione dello spaccio della droga, degli assalti alle «divise», che osano entrare in quelle strade dove comandano spacciatori e camorristi.

La Procura di Aversa fin dall'inizio non ha avuto dubbi nello scartare l'ipotesi della disgrazia, aprendo un fascicolo per omicidio e violenza sessuale. Ma, non e' affatto detto che le due cose siano collegate tra loro. Sono le prime verità di una indagine, appena agli inizi, affidata ai carabinieri. I punti oscuri di questa attività investigativa sono numerosi. Tra questi, anche il luogo esatto dove sia precipitata la piccola Fortuna. Solo generiche indicazioni da parte dei soccorritori, che non avrebbero saputo indicare con esattezza dove la bimba è andata a sbattere. Ma, soprattutto non è chiaro da dove, Chicca sia precipitata. O, meglio, da dove sia stata scaraventata nel vuoto. E poi, c'è l'orrore di quelle violenze sessuali, avvenute in un periodo precedente alla sua morte, tra i 15 giorni e i due mesi.

A questa certezza dello stupro, per il momento non crede la mamma della bimba, Mimma Guardato. ‘Se io avessi sospettato che mia figlia fosse stata violentata, mi sarei fatta giustizia da sola. All'aguzzino gli avrei fatto saltare la testa'. Perchè Mimma è certa che la sua bimba non abbia subito violenze? ‘Una settimana prima della tragedia l'avevo portata dal pediatra per dei bruciori ma, la visita non aveva rilevato violenze. E poi, mia figlia mi diceva tutto. Se qualcuno le avesse fatto qualcosa, me lo avrebbe detto. Però…». Però, se la violenza dovesse essere confermata, non esiterei a mettermi a cercare da sola chi avesse fatto del male a mia figlia. Anche se sono sola. Qui nel parco c'è omertà, nessuno che dica se ha visto qualcosa, come è morta la mia bimba. Sono certa che il mostro viva nel mio palazzo».

Difficile la vita di Mimma, a soli 26 anni è già madre di tre bambini (Fortuna compresa), avuti con due uomini diversi. È una storia di disperazione la sua, come ce ne sono tante al Parco verde: senza lavoro, due figli da mantenere, un ex marito e un ex compagno. Pietro Loffredo, condannato a 11 anni di carcere era il papà di Fortuna. In cella, lo scorso 24 giugno ha appreso della morte della sua bambina. I suoi legali, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani sostengono che un loro perito «ha stabilito che la piccola è caduta da una altezza non considerevole».

Il giallo della morte di Fortuna è racchiuso in quindici minuti. Erano le 11,30 del 24 giugno quando la bimba torna a casa con la madre ed il fratellino. Una volta rientrati, Chicca dice alla donna «vado a giocare con Doriana» la sua amichetta del cuore, che vive al settimo piano, mentre Mimma e i suoi bimbi sono al sesto. Ma, in base a quanto dichiarato agli investigatori dalla mamma di Doriana, quel giorno Chicca in casa sua non è mai entrata, perchè la donna stava lavando il pavimento e le aveva detto di tornare più tardi. Pochi minuti dopo lo schianto sull'asfalto.

Ma, un anno prima, da quello stesso edificio era caduto e morto un altro bambino. Si chiamava Antonio Giglio ed aveva appena tre anni. Era il fratellino di Doriana. Una coincidenza queste due morti? Fu eseguita l'autopsia sul corpo del piccolo Antonio?

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.