Il premio Oscar e la "stanza degli abbracci". Tornatore firma lo spot per la cura anti-Covid

Il regista: "Bisogna aiutare a capire". Speranza: "Dobbiamo volerci bene"

Il premio Oscar e la "stanza degli abbracci". Tornatore firma lo spot per la cura anti-Covid

Immunizzarsi contro il virus. Convincere tutti a farlo è una sfida e per vincerla Domenico Arcuri ha affidato al premio Oscar, Giuseppe Tornatore, il compito di realizzare pro bono dei «corti» per promuovere la campagna vaccinale in Italia.

Il regista siciliano, che ha vinto il riconoscimento con «Nuovo Cinema Paradiso», non è stato il primo e non sarà l'ultimo a lavorare a fianco del commissario per spronare gli italiani a proteggersi dal nemico, che ha fatto nel nostro paese oltre 82mila vittime dall'inizio della pandemia. Prima di lui è stato arruolato l'archistar Stefano Boeri per elaborare il concept architettonico e comunicativo della campagna anti Covid-19 e anche il fotografo Oliviero Toscani, Lino Banfi, Carla Fracci, Pippo Baudo e Dino Zoff e molti altri hanno offerto la loro disponibilità.

«Sono stato convocato poco tempo fa dal commissario straordinario che mi ha chiesto di ideare e realizzare dei piccoli film, degli spot, per sensibilizzare le persone sulla necessità di vaccinarsi - ha detto Tornatore, ospite insieme ad Arcuri della trasmissione Domenica In condotta da Mara Venier -. Ho aderito immediatamente, nel mio piccolo mi è sembrato doveroso. Abbiamo scelto delle storie, una trilogia. Il primo spot è già pronto, il secondo è in montaggio e seguirà il terzo. Poi ci sarà anche un quarto spot, diverso». Il primo «corto», dal titolo «La stanza degli abbracci» ed è stato girato all'interno di una Rsa. Dura due minuti e mezzo e si vedono un'anziana e la figlia, divise da un telo di plastica trasparente. Alla madre che le domanda se ha deciso di vaccinarsi, la donna risponde di avere molti dubbi. «I dubbi aiutano, devi volerti bene», risponde l'anziana, col vento che solleva il telo di plastica sul finire dello spot. «L'idea era di evitare una dimensione didascalica, informativa o didattica - afferma il regista -. Abbiamo puntato sul concetto di trasmettere attraverso un clima emotivo alcune riflessioni. Le persone che sono ancora incerte, o che dicono di non volersi sottoporre al vaccino, non vanno colpevolizzate ma comprese e aiutate». A firmare la musica il regista ha chiamato il maestro e compositore Nicola Piovani. È stato il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, a mettere in contatto il regista con il commissario e il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha già pubblicato su Facebook il primo filmato rilanciando il messaggio con cui si chiude lo spot: «Dobbiamo volerci bene».