L'asse giallorosso per la cannabis libera. Ma il centrodestra fa muro

La grillina Dadone rilancia la legalizzazione, Orlando guarda alla Germania. Il centrodestra fa muro: "Non è un messaggio positivo da lanciare ai nostri ragazzi"

L'asse giallorosso per la cannabis libera. Ma il centrodestra fa muro

Il governo si divide. Solo che questa volta manovra economica e restrizioni per il Covid non c'entrano nulla. Il terreno di scontro è decisamente meno prioritario, ma comunque in grado di generare polemiche: la cannabis.

A rilanciare il tema è il ministro delle Politiche giovanili vicina ai 5Stelle Fabiana Dadone, che in un'intervista a Repubblica è tornata a parlare di droghe leggere in occasione della sesta conferenza nazionale sulle dipendenze: "Bisogna ragionare di droghe spogliandoci delle ideologie. Il problema è che ogni volta che si parla di cannabis il dibattito diventa incandescente, si polarizza e si perde completamente di vista il resto. L'italia dovrebbe valutare la liberalizzazione della cannabis". In mattinata è arrivato anche il commento del ministro del Lavoro, il dem Andrea Orlando, che ha ricordato la decisione della Germania di permettere il consumo di cannabis a scopo ricreativo: "Nel momento in cui un partner non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile sembra cambiare profondamente linea, credo sia inevitabile che qualche riflessione si faccia anche nel nostro Paese".

Parole che immediatamente hanno suscitato la reazione del centrodestra. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, risponde direttamente a Orlando: "È molto preoccupante che un ministro della Repubblica, anziché ascoltare le tante comunità di recupero che eroicamente salvano migliaia di ragazzi e combattono le dipendenze tutti i giorni, parli con leggerezza di droga. La Lega è dalla parte della vita e dei giovani: il ministro del Lavoro si occupi di lavoratori, precari e cassaintegrati, lasci che di lotta alla droga si occupino famiglie, esperti e comunità". Sulla questione è intervenuto anche Massimiliano Fedriga, leghista che guida il Friuli-Venezia Giulia: "Sono d'accordo con chi ha detto che non bisogna usare le droghe per fare campagna elettorale, ma non credo che la droga si combatta legalizzandola. Non mi risulta che dalle dipendenze legalizzate ci sia stato un grande risultato nel loro utilizzo o non utilizzo. Non penso che la legalizzazione sia un messaggio positivo da lanciare ai nostri ragazzi".

Forza Italia cerca invece di abbassare i toni. Maria Stella Gelmini chiarisce che "all'interno del Governo ci sono sensibilità diverse". Ma aggiunge: "Faccio parte di una corrente culturale che non solo è contraria a qualsiasi forma di legalizzazione di ogni tipo di sostanza stupefacente, ma sono anche convinta che non esista una libertà di drogarsi ma che l'azione dello Stato possa e debba concentrarsi soltanto sula liberazione dalla droga". E Licia Ronzulli, senatrice attenta al tema della salute, aggiunge: "Quello dell'uso di sostanze stupefacenti è un problema sociale che va debellato e non favorito suddividendo le droghe tra più e meno nocive o, addirittura, tra buone e cattive". Parole, quelle delle due esponenti azzurre, che si accostano a quelle del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un messaggio scritto in occasione della conferenza definisce "un problema preoccupante" la diffusione dell'utilizzo di sostanze stupefacenti.

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