La presidente di Taiwan in viaggio verso gli Usa. Ma la Cina minaccia: "Pronti a contrattaccare"

Ipotesi di visita negli States. Il generale Milley: "Nel Pacifico è corsa alle armi"

La presidente di Taiwan in viaggio verso gli Usa. Ma la Cina minaccia: "Pronti a contrattaccare"

Come se non bastasse il fronte aperto in Ucraina, la tensione sale alle stelle con il rischio concreto di aprire un altro fronte di guerra nel Pacifico. è bastato l'annuncio del transito informale negli Stati Uniti, a New York e Los Angeles, della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, nell'ambito di una missione diplomatica in Centramerica, per scatenare la furia di Pechino alla notizia. La Cina «contrattaccherà con forza» se la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, farà scalo negli Usa durante la missione, ha detto Zhu Fenglian, portavoce dell'Ufficio per gli affari di Taiwan del governo centrale, secondo cui le autorità del Partito democratico progressista «hanno trovato scuse e sfruttato varie opportunità per perseguire interessi politici di indipendenza». L'ipotesi di incontro con lo speaker della Camera Usa, Kevin McCarthy, «sarà un'altra provocazione in violazione del principio della Unica Cina, minando la sovranità e l'integrità territoriale della Cina, e la pace e la stabilità» regionali.

A gettare acqua sul fuoco arriva Washington, tramite un funzionario anonimo che parla ai media. La Cina non dovrebbe «reagire in maniera eccessiva» alla sosta negli Stati Uniti della presidente Tsai Ing-wen. «Non c'è assolutamente alcuna ragione per la Cina di usare (la visita) come pretesto per una reazione eccessiva e per condurre ulteriori misure di coercizione ai danni di Taiwan», ha dichiarato il funzionario. La visita sarà «un transito del tutto coerente con decenni di politiche e pratiche», e la Cina «non forzerà il governo degli Stati Uniti ad alterare le proprie pratiche consolidate.

Dal canto suo la protagonista dello scontro, in un discorso pronunciato all'aeroporto Taoyuan, vicino a Taipei, prima di partire per il lungo tour americano che la porterà in visita a due alleati diplomatici di Taipei, Guatemala e Belize, assicura che Taiwan «difenderà fermamente i valori di libertà e democrazia e continuerà a essere una forza per il bene della comunità internazionale». Non solo. «In quanto forza chiave nell'economia globale», ha aggiunto, Taiwan «continuerà a perseguire la prosperità e lo sviluppo comuni del Paese e lavorerà con alleati e Paesi che la pensano allo stesso modo».

Inoltre, «la determinazione di Taiwan a diventare globale diventerà sempre più forte» e «la pressione esterna non ostacolerà la determinazione alla globalizzazione» dell'isola. Parole chiare, che tuttavia, accrescono i timori di un'escalation invece che spegnerli, in un momento delicatissimo per gli equilibri internazionali, con la guerra in corso in Ucraina.

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