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Primo assegno Ue, le novità del Pnrr

Berlusconi: "Ora progetti e zero sprechi". Il governo stringe sulla lotta all'evasione

Primo assegno Ue, le novità del Pnrr

Correre per centrare tutti i 45 obiettivi del Pnrr: nel giorno in cui incassa la prima tranche da 21 miliardi il governo approva un nuovo decreto per accelerare la realizzazione di tutti i progetti utili a ottenere, a giugno, anche il secondo assegno da 24,1 miliardi di Bruxelles. Sulle riforme, comunque, la Ue vede «progressi sufficienti», osserva la presidente della commissione Ursula Von der Leyen, invitando l'Italia ad andare «avanti così».

«Sono arrivati i primi 21 miliardi del Next generation Eu. Sono le risorse del Recovery fund per le quali ci siamo tanto battuti a livello europeo e che stanno consentendo all'Italia di tornare a fare investimenti, a credere nel suo futuro. Ora dobbiamo realizzare presto tutti i progetti, semplificando e non sprecando neppure un giorno e nemmeno un euro», ribadisce su Facebook il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Il governo cerca di non restare indietro sulla digitalizzazione della Pa, sulla transizione green e sul rafforzamento della lotta all'evasione. E di evitare che restino fondi non utilizzati mentre ci sono progetti che richiedono più risorse. È il caso del concorso Sud, dove sono rimasti 1.300 posti vacanti che ora gli enti locali potranno coprire con contratti di collaborazione, ma anche dei fondi per la digitalizzazione dei tour operator, in pratica non richiesti, che potranno essere dirottati sul bonus all'80% per la ristrutturazione delle strutture turistiche, che aveva a disposizione 600 milioni e ha già avuto richieste per sei miliardi. Eventuali risorse inutilizzate potranno essere usate anche per i progetti Bandiera delle Regioni.

Il Consiglio dei ministri dura più di due ore perché i ministri analizzano il testo misura per misura: non c'è la semplificazione della lotteria degli scontrini ma arriva l'obbligo di fatturazione elettronica anche per le partite Iva in regime forfettario, quelle ad esempio, che hanno optato per la flat tax. Giancarlo Giorgetti, fa presente che per le piccole attività, così come per il mondo dello sport, sarebbero messe in difficoltà e alla fine si decide per l'esonero della fascia entro i 25mila euro di reddito, intanto fino al 2024.

Scatteranno invece dal 30 giugno le multe per chi non consente i pagamenti con il Pos, finora sempre rinviate anche se introdotte nel 2014. Si discute, nel Cdm, anche della disponibilità di personale nelle varie amministrazioni con i distacchi, ma la riunione fila via liscia.

Ora l'urgenza è restare al passo, chiudere i progetti previsti fino a giugno e superare i colli di bottiglia. Ma anche rafforzare alcune priorità trasversali come la parità di genere. Arrivano così punteggi più alti nelle gare per chi ha il «bollino» della certificazione di genere, mentre la Pa potrà stabilire «vantaggi specifici» per il genere meno rappresentato per andare verso l'equilibrio. Ma per la Pa si spinge anche sull'acceleratore del digitale, con la newco per supportare la transizione e regole per una sorta di galateo social da parte dei dipendenti. Arriva poi «all'ultimo miglio a passo spedito», come osserva il ministro Brunetta, la riforma del reclutamento del pubblico impiego con l'obbligo per chi partecipa ai concorsi di superare «almeno una» prova di lingua straniera, oltre all'obbligo di passare per il portale Inpa per tutte le procedure di selezione.

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