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Le priorità di Berlusconi: "Occupazione e giovani"

Berlusconi a Chi: "Più di 3 milioni di giovani non studiano e non cercano lavoro: è un dramma sociale". E sui 5Stelle: "Faranno scappare i capitali"

Le priorità di Berlusconi: "Occupazione e giovani"

Lavoro e giovani. Sono queste le priorità assolute di Silvio Berlusconi, che ha raccontato al settimanale Chi in edicola da domani il suo programma in vista delle elezioni del 4 marzo.

"La mia priorità assoluta è il lavoro", ha spiegato il Cavaliere, "Sono più di 3 milioni i ragazzi che non studiano e hanno praticamente rinunciato a cercare un’occupazione. È un dramma sociale. Dobbiamo restituire un futuro e una speranza a un’intera generazione di giovani, che li stanno perdendo per colpa degli errori di una vecchia politica".

Una lunga intervista quella al settimanale edito da Mondadori, che ha seguito il leader di Forza Italia per un'intera giornata e che racconta il dietro le quinte della campagna elettorale. "I giovani sono preoccupati dalla mancanza di lavoro e gli anziani dalle pensioni troppo basse", ha aggiunto Berlusconi, "Osservo, però, che tutti si dichiarano molto contenti di quei provvedimenti che assumeremo immediatamente una volta al governo. Per esempio, faremo ripartire la crescita grazie alla flat-tax, che significa meno tasse per tutti e nessuna tassa per i ceti più deboli, garantiremo agli anziani una vecchiaia serena portando le pensioni minime a 1.000 euro per tutti, anche per le casalinghe e per le nostre mamme, che si sono sacrificate per tutta la vita. Inoltre garantiremo un reddito di dignità a chi vive sotto la soglia di povertà; favoriremo in ogni modo le aziende che assumono i giovani con un contratto stabile eliminando ogni tassa e contributo per i primi sei anni. Faremo restare in Italia solo chi ha diritto di starci: oggi sono 600 mila clandestini che vivono ai margini della legge nel nostro Paese, un rischio per la sicurezza di tutti noi. Infine, investiremo grandi risorse nel Mezzogiorno per creare infrastrutture e quindi occupazione".

E alla domanda su cosa intende fare in caso di vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle, l'ex premier ha risposto: "Avevo detto scherzando che avrei lasciato l’Italia. In realtà a lasciare l’Italia sarebbero i capitali, gli investimenti, le imprese e i posti di lavoro".

Escluse anche le "larghe intese" con il Pd di Matteo Renzi: "Ha un merito, quello di aver tagliato il cordone ombelicale con il passato comunista del suo partito", spiega Berlusconi a Chi, "Ma per il resto non ci sono valori, comportamenti e progetti comuni. Noi siamo un movimento liberale fondato sui valori cristiani. Il Pd è diventato invece una scatola vuota, senza anima, senza idealità e senza progetto".

Il Cavaliere ha parlato anche dell'altro Matteo, il leader della Lega: "Di Matteo Salvini come alleato mii fido", ha assicurato, "Mi fido della sua lealtà personale e della sua intelligenza politica. Due ottime ragioni per non tradire un’alleanza vincente".

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