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La prof colpita dal 13enne: le chat violente e il tifo social

Sul web il gruppo "Vendetta" celebra l'aggressione I messaggi scambiati dal ragazzino con profili Telegram

La prof colpita dal 13enne: le chat violente e il tifo social
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Chiara Mocchi, l'insegnante accoltellata da uno studente di 13 anni il 25 marzo sta meglio. Ma i fatti di Trescore Balneario hanno innescato un movimento nel vasto sottobosco di Telegram e dintorni, che dimostra come l'aggressione sia stata solo la punta dell'iceberg. Una storia che dimostra come reale e digitale si mescolino producendo un'eredità fatta di aberrazioni come il gruppo celebrativo "MsVendetta" dove l'aggressione è stata commentata all'infinito.

Le tracce digitali permettono di formulare delle ipotesi su quello che è successo e che succederà. Sappiamo che prima del 25 marzo, il 13enne frequentava community online e che su TikTok ripostava grandi quantità di contenuti provocatori. Questa fase, che potremmo anche definire "il contagio" è quella in cui il giovane è entrato in contatto con il vasto mondo della violenza nichilista online, un blob con pochi valori e molti suggeritori occulti, a loro volta vittime e carnefici di un sistema senza leader.

Ma di questa fase sappiamo anche altro. Il ragazzo, che pure non avrebbe potuto accedere, lo dice la legge, per età, alle piattaforme, su Telegram - secondo il Corriere - avrebbe conosciuto una coetanea a cui avrebbe provato a imporre di compiere gesti autolesionistici. In caso di diniego, l'avrebbe ricattata minacciando di rivelare i suoi segreti. Un'estorsione vista molte volte nei newtwork come il 764 e la derivazione No Lives Matter.

Sappiamo inoltre che per settimane il ragazzo ha chattato in inglese con una "ragazza" ma il profilo è difficile da identificare perché coperto da un nikname. Negli stessi giorni aveva annunciato su un gruppo, che oggi non esiste più, il suo piano. Dentro quella chat i messaggi erano di utenti stranieri, nessuno scriveva in italiano. Il sospetto, quindi, è che nella prima fase il blob sia arrivato dalle reti internazionali e che abbia trovato una valvola di sfogo nel giovane.

Dopo l'accoltellamento si è entrati in una fase che potremmo definire "dell'espansione", alimentata dal filmato dell'agguato condiviso da gruppi di spettatori-seguaci. Un momento che conferma come quelle immagini verranno riprodotte un'infinità di volte da accoliti pronti ogni volta a creare un nuovo spazio di condivisione.

Negli ultimi giorni su Telegram per ben tre volte è comparso un gruppo col nome "Vendetta" (in "onore" della maglietta indossata dal 13enne), creato da un profilo che diceva di essere in contatto col ragazzo. A differenza dei precedenti, in questo gruppo l'italiano si è sostituito all'inglese. Dentro c'è di tutto: battute volgari, paragoni con Elliot Rodger, killer incel che nel 2014 ha ucciso 6 persone in una sparatoria dopo aver diffuso anche lui un manifesto, ma anche commenti critici contro il giovane incapace di non aver finito il lavoro.

Secondo un esperto sentito dal Giornale è possibile che una bona dose di commentatori siano bot, ma non tutti.

Quello che è certo è che l'aggressione diventa materia di commento scanzonato in un processo di normalizzazione della violenza, solo che questa volta i sussurri non arrivano in inglese da misteriosi account americani, ma da altri italiani in un processo che rischia di far alimentare ancora il blob nichilista.

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