Pronto il piano segreto per evacuare gli italiani dalle città del contagio

L'Esercito parte per Wuhan. E lunedì i nostri settanta connazionali saranno a Roma

Pronto il piano segreto per evacuare gli italiani dalle città del contagio

Oggi scatta l'evacuazione di una settantina di italiani, compresi diversi bambini, dalla città di Wuhan epicentro dell'epidemia da coronavirus. Altri 500 connazionali, soprattutto studenti di Intercultura in grandi città cinesi come Pechino, Shangai, Chongqing, hanno chiesto di rientrare in patria. L'evacuazione è organizzata dalla Difesa in coordinamento con il ministero della Salute e degli Esteri. «Quando scatta un'emergenza fuori dal comune chiamano le Forze armate - spiega al Giornale una fonte militare -. Grazie all'esperienza maturata anche nei teatri operativi delle missioni all'estero, siamo pronti». Si prevede la mobilitazione di circa 150 uomini compresi i team specializzati dell'Esercito composti da infermieri e medici militari che andranno in volo ad evacuare gli italiani. Squadre di esperti dei bio contenimento e bonifica del 7° reggimento Cremona di stanza a Civitavecchia sono stati allertati in caso di necessità.

Oggi decolla un Boeing Kc-767 A del 14° stormo dell'Aeronautica militare diretto verso l'epicentro del contagio. L'aereo è utilizzato per il trasporto truppe nei teatri operativi all'estero. A bordo, il personale sanitario militare che si è fatto le ossa in missioni come l'Afghanistan, «dove abbiamo a che fare con malattie infettive debellate da tempo a casa nostra» spiega una fonte. L'evacuazione è coordinata dal Coi, il Centro operativo interforze guidato dal generale Luciano Portolano, veterano delle operazioni internazionali. I medici, gli infermieri e funzionari governativi (in tutto una decina) e gli uomini dell'equipaggio del Boeing inviati a Wuhan avranno a disposizione l'attrezzatura necessaria a cominciare dalle tute di protezione anti contaminazione. Le autorità cinesi organizzeranno l'evacuazione dei 67 connazionali fino all'aeroporto dove saliranno a bordo dell'aereo accolti dagli specialisti militari.

Grazie all'autonomia del velivolo, il volo di ritorno è previsto senza scalo. Nessun Paese avrebbe concesso l'autorizzazione. «Fin dai tempi delle missioni dei Balcani le Forze armate hanno fatto esperienza trasportando casi estremi, affetti da gravi patologie in Italia», spiega una fonte militare. Nel 2014 l'Aeronautica militare riportò a casa, utilizzando un'apposita barella anti contaminazione, un medico di Emergency che aveva contratto il letale virus Ebola in Sierra Leone. L'evacuazione dei prossimi due giorni è più tranquilla, ma con un numero elevato di persone, che dovranno rimanere in quarantena per un paio di settimane.

A Wuhan ci saranno anche 4-5 connazionali che non lasceranno la città «per dare un po' di coraggio ai nostri amici e colleghi cinesi e vincere questa battaglia» ha spiegato il vicentino Lorenzo Mastrotto.

Gli italiani evacuati arriveranno alle 8.15 di lunedì all'aeroporto di Pratica di Mare. Da ieri è stato attivato un coordinamento fra il policlinico militare del Celio e l'ospedale Spallanzani, punto di riferimento per le malattie contagiose nella capitale. Personale militare seguirà un rigoroso protocollo per lo sbarco e il controllo sanitario dei connazionali. Poi gli italiani arrivati dall'epicentro del virus saranno trasportati con i pullman dell'Aeronautica scortati dalle forze dell'ordine e da ambulanze presso «un'idonea struttura per la sorveglianza sanitaria di 15 giorni» ha comunicato la Difesa. La quarantena avverrà in un apposito sito ad hoc della cittadella militare della Cecchignola. «Il ministero della Salute ha fornito un protocollo giornaliero che sarà eseguito dall'Esercito» spiega una fonte del Giornale. I militari faranno attenzione anche alla lavanderia e hanno già predisposto una sistemazione il più possibile serena, che non divida i nuclei familiari. Mobilitati pure team di psicologi pronti a dare supporto ai connazionali in quarantena.

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