Politica estera

La protesta delle donne contagia Kabul

Cortei contro il divieto di università: arrestate in 5. Stop allo studio esteso anche alle bimbe

La protesta delle donne contagia Kabul

Uno dei colpi più drammatici alla libertà delle donne dalla presa del potere dei talebani. Ora gli studenti barbuti hanno vietato alle ragazze anche di frequentare la scuola elementare. È stato istituito di fatto un divieto totale all'istruzione delle ragazze e delle donne. Hanno anche proibito al personale femminile, comprese le insegnanti, di lavorare nelle scuole, chiudendo una delle poche professioni rimaste aperte alle afghane sotto il nuovo regime. Ma non finisce qui. Le donne adulte non possono neanche più visitare le moschee o frequentare i seminari religiosi. Ghulam Sarwar Haidari, un negoziante di Kabul, ha detto che sua figlia Mahbooba sperava di studiare medicina e tornare al loro villaggio natale nella provincia di Ghazni dove non ci sono dottoresse. «Si è chiusa in una stanza da stamattina e non smette di piangere», ha raccontato.

Questo annuncio è arrivato subito dopo la decisione del governo di chiudere pure le università alle donne. Secondo il ministro dell'educazione dei talebani per «il mancato rispetto delle regole dell'abbigliamento». Le afghane quindi sono state espulse sempre di più dalla vita pubblica e professionale da quando la linea dura del movimento fondamentalista ha preso il potere. «Questo atto è contro i valori islamici», ha affermato Askari, 47 anni, padre di tre ragazze. «Ha distrutto i sogni di una nazione e i sogni delle mie figlie». I talebani hanno affermato che la misura è temporanea. Tuttavia, durante il loro primo governo negli anni Novanta, avevano anche promesso che il divieto all'istruzione delle ragazze che avevano promulgato era temporaneo, ma poi non è mai stato revocato. La decisione però è un ostacolo nell'ottenere il riconoscimento internazionale da parte dei talebani. Ciò ha spinto gli Stati Uniti a imporre sanzioni e ha impedito che venisse predisposta l'assistenza finanziaria per il paese dilaniato da una grave crisi umanitaria. E ieri pure i ministri degli esteri del G7 hanno definito il trattamento delle afghane «un crimine contro l'umanità».

Ma i talebani hanno già imposto una serie di regole per il comportamento femminile. Le donne ora hanno bisogno di un tutore maschio per viaggiare per più di 77 chilometri o per entrare negli edifici governativi, vedere un medico o prendere un taxi. Sono bandite da quasi tutti i lavori, ad eccezione delle professioni mediche e, fino a mercoledì, dall'insegnamento. Le donne inoltre non possono più visitare i parchi pubblici o andare in palestra.

La nuova ondata di restrizioni medievali ha scatenato però la rabbia della popolazione. Le afghane, come le loro compagne iraniane, non ci stanno più, si ribellano. Ieri hanno guidato una protesta a Kabul e nella provincia di Takhar. Cinque sono state arrestate insieme a tre giornalisti, altre sono state picchiate. «Diritti per tutti o per nessuno!» hanno cantato i manifestanti. Mentre 50 professori universitari maschi si sono dimessi, e alcuni studenti avrebbero rifiutato di sostenere gli esami. «Le ragazze afghane stanno piangendo sangue», ha detto Wahida Wahid Durani, una studentessa di giornalismo dell'Università di Herat.

Prima dell'annuncio le università avevano già regole discriminatorie. C'erano ingressi e aule separati per genere, e alle studentesse potevano insegnare solo donne o uomini anziani. Non era consentito loro studiare ingegneria, economia, veterinaria e agricoltura, mentre l'accesso a giornalismo era severamente limitato. I talebani sono tornati nelle ultime settimane anche alle fustigazioni pubbliche. Ieri 44 persone, tra cui sei donne, sono state frustate nelle province di Badakhshan e Uruzgan dopo essere state giudicate colpevoli di vari reati.

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